Ucraina: in Parlamento si minaccia di distruggere il Ponte di Crimea

Pubblicato il 22 maggio 2018 alle 21:00 in Russia Ucraina

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Il deputato del parlamento ucraino Igor Mosichuk ha minacciato di distruggere il ponte di Crimea sullo stretto di Kerch. Lo ha dichiarato nel corso di un’intervista in diretta al canale ‘112 Ucraina’.

“Il ponte sullo stretto di Kerch è un’infrastruttura nemica. Sì, avete capito bene, nemica. Perché collega il territorio occupato con la parte continentale del paese aggressore. Naturalmente, per la liberazione della Crimea, per la futura deoccupazione, è un punto strategico”, ha affermato il deputato.

Mosichuk ha poi aggiunto che qualsiasi paese in guerra per difendere il suo territorio si trova costretto a distruggere infrastrutture nemiche: ponti, linee ferroviarie, aeroporti.

Alla domanda se sarà lui personalmente a distruggere il ponte, Mosichuk ha risposto che lo farebbe certamente, se fosse ministro della difesa.

Il ponte di Crimea

Il ponte di Crimea, con i suoi 19 chilometri di lunghezza, è il ponte più lungo d’Europa. Il costo complessivo per la realizzazione dell’infrastruttura è di 6,9 miliardi di rubli, mentre la sua capacità di transito è stimata intorno alle 40.000 autovetture l’anno.
E mentre Kiev protesta, il ponte diventa un vero e proprio simbolo. Un segnale forte che vuole mettere una volta per tutte un punto al dibattito circa il riconoscimento da parte della comunità internazionale della penisola. Con i suoi 19 chilometri dalla penisola di Taman alla Crimea, il ponte collega indissolubilmente la Russia “non riconosciuta” alla Russia riconosciuta, senza più la necessità di passare per territorio ucraino o di avvalersi dell’unica connessione navale presente finora, operata da traghetti tra Porto Kavkaz e Port Krym.

Si pensava che la circolazione delle autovetture e dei treni sarebbe iniziata a dicembre 2018 o a gennaio del prossimo anno, ma è stata battuta ogni previsione. I collegamenti sono stati aperti lo scorso 16 maggio, soltanto un giorno dopo la sua inaugurazione e ben sei mesi in anticipo rispetto alla scadenza prevista alla presentazione del progetto. Nel 2019 sarà aperto anche il ponte parallelo a quello già esistente, dedicato al transito dei treni.    

La Crimea è entrata a far parte della Russia nel marzo del 2014 dopo un referendum indetto dopo il colpo di stato a Kiev. Oltre il 95% degli abitanti votò per la riunificazione con la Russia. Molti rappresentanti dell’Ucraina e dei paesi occidentali, tuttavia, continuano a definire la Crimea “territorio occupato”. Mosca, da parte sua, ha più volte sottolineato che gli abitanti hanno espresso il loro consenso per la riunificazione con la Russia in una votazione assolutamente democratica, nel pieno rispetto delle norme del diritto internazionale. Tanto il presidente Vladimir Putin quanto il ministro degli esteri Sergej Lavrov hanno più volte ribadito che la questione della Crimea è chiusa ufficialmente.

 

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Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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