Stati Uniti: l’Iran deve smettere di finanziare i talebani

Pubblicato il 22 maggio 2018 alle 19:20 in Iran USA e Canada

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Il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, ha dichiarato che il supporto fornito dall’Iran ai talebani sotto forma di armi e finanziamenti sta contribuendo all’aumento della violenza in Afghanistan. “L’Iran deve interrompere qualsiasi supporto fornito ai talebani e ad altri terroristi presenti in Afghanistan. Inoltre, deve smettere di dare asilo ai leader di spicco di al-Qaeda”, ha affermato il segretario Pompeo.

Il segretario di Stato Pompeo, inoltre, ha sostenuto che il governo di Washington è pronto ad imporre una pesante pressione finanziaria, attraverso forti sanzioni, qualora Teheran non fosse disposta a rinunciare ad ogni attività nucleare, al proprio programma di missili balistici e alla propria influenza in Afghanistan e nel contesto della guerra in Siria. “Se le nostre sanzioni dovessero entrare in vigore, l’Iran dovrebbe lottare per mantenere in vita la propria economia. Il governo di Teheran, pertanto, si troverebbe di fronte una scelta: utilizzare le proprie risorse economiche per fornire un adeguato supporto alla popolazione iraniana oppure sprecare denaro per sostenere le proprie battaglie all’estero”, ha precisato il segretario Pompeo.

Di fronte alle affermazioni del segretario di Stato americano, il Ministero della Difesa afghano ha sottolineato, tuttavia, di non essere attualmente in possesso di prove che dimostrino il supporto dell’Iran nei confronti dei talebani. “Fino ad ora non abbiamo prove inconfutabili in merito alla questione. Per ovviare al problema sono state avviate indagini approfondite”, ha dichiarato Mohammad Radmanish, portavoce del Ministero della Difesa.

Il possibile supporto di Teheran nei confronti dei talebani avrebbe il suo epicentro nella provincia di Farah, situata al confine con l’Iran. La provincia e, in particolare, la città omonima di Farah, sono sotto attacco da parte dei combattenti afghani. Il primo attentato sferrato dai talebani nella città di Farah è avvenuto nella notte di martedì 15 maggio e ha comportato la morte di 25 membri delle forze di sicurezza afghane, a seguito dell’utilizzo di armi pesanti ed equipaggiamenti militari con visori notturni da parte dei militanti talebani. Il secondo attacco, invece, avvenuto nella notte di mercoledì 16 maggio, ha visto la partecipazione di 1000 talebani, provenienti dalle province di Helmand, Herat, Ghor e Zabul. Per respingere le forze di insurrezione e assicurare la difesa dei centri nevralgici della città, tra cui l’unico ospedale di Farah, sono intervenute le forze aeree afghane ed americane accanto alle forze di sicurezza.

Sebbene i Talebani stiano rivendicando il controllo sulla città, il governo di Kabul e il Pentagono hanno confermato la non veridicità di questa affermazione. “Nonostante i tentativi da parte dei Talebani di sfidare il governo, la città di Farah rimane sotto il controllo delle forze afghane. Quanto accaduto in questa città mostra gli enormi progressi compiuti dall’Afghan National Army, dalle forze speciali di sicurezza e dall’Afghan Air Force”, ha precisato Dana White, portavoce del Pentagono.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Alice Barberis

di Redazione

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