Stati Uniti invitano la Cina a controllare meglio il confine con la Corea del Nord

Pubblicato il 22 maggio 2018 alle 6:15 in Cina USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha invitato il governo di Pechino a mantenere alti i controlli sul confine con la Corea del Nord, in vista del futuro summit con il leader nordcoreano Kim Jong Un.

“Fino a quando non verrà raggiunto un accordo, la Cina deve continuare ad essere forte e severa nei controlli sulla frontiera con la Corea del Nord. Corre voce che recentemente il confine tra i due Stati sia diventato più poroso e che più persone siano riuscite a passarvi. Io desidero che questo accada e che la Corea del Nord diventi un Paese di grande successo, tuttavia, questo potrà avvenire solo dopo la ratifica di un accordo”, ha scritto su Twitter il presidente Trump.

La rilevanza della questione del confine tra Corea del Nord e Cina è emersa per la prima volta da quando il governo di Washington si è interessato alla questione della denuclearizzazione della penisola coreana. Nell’incontro previsto il 12 giugno a Singapore tra il presidente Trump e il leader nordcoreano Kim questo tema potrebbe essere nuovamente sollevato.

La realizzazione concreta del summit previsto per il 12 giugno a Singapore, tuttavia, è stata recentemente messa in discussione da parte del governo di Pyongyang. Secondo quanto riportato il 15 maggio dall’agenzia di stampa nordcoreana KCNA Watch, il primo viceministro della Corea del Nord, Kim Kye Gwan, ha pubblicato un comunicato in cui ha messo in guardia il governo di Washington sulla possibilità che Pyongyang si ritiri dal summit previsto per il 12 giugno a Singapore qualora gli Stati Uniti decidano di aumentare la pressione sul Paese affinché abbandoni totalmente il suo programma nucleare.

“Se l’obiettivo degli Stati Uniti consiste nel costringere il nostro Paese ad abbandonare unilateralmente il proprio programma nucleare, allora potremmo non essere più interessati a proseguire un dialogo con Washington”, aveva dichiarato il primo viceministro della Corea del Nord, Kim Kye Gwan.

La minaccia nordcoreana sembra aver interrotto il clima di cooperazione e apertura inaugurato con la partecipazione della Corea del Nord alle Olimpiadi Invernali di Pyeongchang e sancito dalla Joint Panmunjom Declaration, firmata dal leader Kim Jong Un e dal presidente della Corea del Sud, Moon Jae-In, a seguito dello storico summit svoltosi il 27 aprile presso il villaggio di confine di Panmunjom.

Nonostante la minaccia avanzata dalla Corea del Nord di ritirarsi dal dialogo con gli Stati Uniti, il governo di Washington ha ancora speranze di poter realizzare l’incontro previsto il 12 giugno a Singapore tra il leader nordcoreano, Kim Jong Un, e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

“Siamo speranzosi che l’incontro previsto tra i due leader abbia luogo e continueremo i preparativi in vista del summit. Tuttavia, siamo consapevoli che la strada da percorrere è lunga e complessa. Potrebbe trattarsi di negoziazioni complicate ma il presidente Trump è pronto ad affrontare qualsiasi eventualità. Qualora l’incontro dovesse saltare, infine, gli Stati Uniti manterranno la massima pressione sulla Corea del Nord attraverso le sanzioni”, ha dichiarato Sarah Sanders, portavoce del governo di Washington.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Alice Barberis

di Redazione

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