Sahara Occidentale: Fronte Polisario conduce parata, preoccupazione del Marocco

Pubblicato il 22 maggio 2018 alle 12:00 in Africa Sahara Occidentale

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Il Fronte Polisario ha condotto, nella giornata di domenica 20 maggio, una parata a Tifariti, città situata nella Zona Libera controllata dal Fronte Polisario, a est del muro marocchino del Sahara Occidentale. L’evento era stato preannunciato, venerdì 18 maggio, dall’agenzia di stampa algerina Algeria Press Service (APS), che aveva riferito che il gruppo separatista avrebbe celebrato “il 45° anniversario dell’inizio della lotta armata saharawi contro le forze d’occupazione marocchine”.

L’azione del Polisario costituisce una violazione della Risoluzione 2414 del Consiglio di sicurezza dell’ONU sul Sahara Occidentale, adottata lo scorso 27 aprile, che esortava il Fronte a ritirarsi dalla zona cuscinetto. Nel Paragrafo 8, la Risoluzione esprimeva altresì preoccupazione per l’intenzione del Polisario di trasferire le proprie strutture a Bir Lahlou, a est del muro di difesa del Marocco, chiedendo al Fronte di “astenersi dal commettere simili azioni destabilizzanti”. Il Consiglio di sicurezza aveva inoltre ordinato al movimento separatista di ritirarsi immediatamente dalla regione di Guerguerat, nel sud-ovest del Sahara Occidentale.

Il Fronte, che rivendica l’intero territorio ad est del Marocco, aveva già sfidato le Nazioni Unite e il Consiglio di sicurezza fin dal dicembre 2017, affermando a più riprese che avrebbe trasferito le sue funzioni a Bir Lahlou.

In vista dell’adozione della Risoluzione 2414, il Marocco aveva fornito all’ONU prove della presenza del Fronte Polisario nella regione, in particolare alcune immagini satellitari ad alta risoluzione. Successivamente, il 20 aprile, il portavoce del segretario generale delle Nazioni Unite, Stephane Dujarric, aveva confermato le azioni illegali del Polisario a Tifariti, riferendo che membri del Fronte avevano intercettato un’unità di pattuglia della missione ONU nel Sahara Occidentale (MINURSO), il 16 aprile. “Alcuni osservatori MINURSO sono stati intercettati da elementi del Polisario, che hanno poi proceduto a sparare colpi di avvertimento”, aveva dichiarato il funzionario.

Da parte loro, le forze armate marocchine (FAR) avevano effettuato alcune esercitazioni militari soprannominate “Tafilalet 2018” nella città sud-orientale di Errachidia, nella regione del Draa-Tafilalet, allo scopo di prepararsi ad un’eventuale escalation del conflitto ad est del muro di difesa marocchino. Secondo quanto riferito da alcune fonti FAR, le operazioni si sarebbero svolte tra il 22 marzo e il 7 aprile.

Per quanto riguarda l’Algeria, il Marocco ne ha sempre sottolineato il coinvolgimento diretto nella disputa sul Sahara Occidentale, e ha esortato le Nazioni Unite a fare pressioni sul suo vicino nordafricano per contribuire a porre fine al conflitto nella regione. Il 4 aprile, il re Mohammed VI aveva inviato al segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, una lettera in cui affermava che “l’Algeria ospita, arma, appoggia e fornisce sostegno diplomatico al Polisario”. Tale lettera era stata consegnata a Guterres dal ministro degli Esteri del Marocco, Nasser Bourita, durante un incontro presso la sede dell’ONU a New York.

Successivamente, il 1 maggio, Bourita aveva dichiarato di possedere “prove tangibili” che dimostrerebbero l’implicazione di Algeri nel fornire il proprio aiuto ad Hezbollah nel supporto politico e militare fornito al Fronte Polisario, in connivenza con l’Iran. Per questo motivo, Bourita aveva annunciato di voler tagliare i rapporti diplomatici con Teheran. Da parte sua, il portavoce del ministero degli Esteri algerino, Abdelaziz Benali Cherif, aveva negato le accuse, sostenendo che l’Algeria non ha alcun ruolo nei legami tra Hezbollah e il Fronte Polisario.

La disputa territoriale che concerne il Sahara occidentale risale agli anni 1975-76, quando il Marocco, dopo il ritiro del dominio spagnolo, assunse il controllo di due terzi dell’area. In risposta, il Fronte Polisario, che rappresenta il movimento di liberazione del popolo saharawi, annunciò la nascita della Sahara Arab Democratic Republic (SADR), instaurando un governo in esilio in Algeria. Successivamente, intraprese una guerriglia per l’indipendenza fin quando, il 6 settembre 1991, venne dichiarato un cessate il fuoco, sostenuto dalla Missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO). Ad oggi, le autorità di Rabat sostengono che l’area del Sahara Occidentale, ricca di riserve di fosfato, sia parte del Regno. Il Fronte Polisario, invece, continua a battersi affinché venga indetto un referendum per l’autodeterminazione del proprio territorio, dove vivono circa mezzo milione di individui. Le tensioni si sono intensificate nell’agosto 2016, quando il Marocco ha invaso la zona indipendente del Sahara Occidentale, violando il cessate il fuoco imposto dalle Nazioni Unite. Attualmente, tale territorio è diviso in diverse zone, alcune autonome altre occupate dalle truppe marocchine.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Federica Patanè

di Redazione

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