L’Arabia Saudita intercetta e distrugge un missile balistico dei ribelli Houthi

Pubblicato il 22 maggio 2018 alle 8:26 in Arabia Saudita Yemen

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Le difese aeree saudite hanno intercettato e distrutto un missile balistico lanciato dai ribelli yemeniti Houthi sulla città meridionale di Jazan, il 21 maggio. Questo è quanto riferisce l’agenzia di stampa Reuters, riportando fonti saudite.

In precedenza, gli Houthi avevano reso noto di aver lanciato un missile balistico Badr-1 sull’aeroporto di Jazan, ma senza fornire altri dettagli sull’attacco. Il portavoce della coalizione saudita, Turki al-Malki, ha dichiarato che le forze di difesa aerea del Regno hanno distrutto il missile su Jazan e ha accusato gli Houthi di mirare alle zone residenziali, sulla base di un rapporto dell’Agenzia ufficiale saudita al riguardo.

Lo Yemen è dilaniato dalla guerra civile dal 19 marzo 2015. Nel conflitto si contrappongono due fazioni che rivendicano la legittimità del potere. Da un lato, gli Houthi, un gruppo sciita, dall’altro le forze del governo del presidente Rabbo Mansour Hadi, deposto con un colpo di stato il 22 gennaio 2015, ma tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale. La situazione del Paese è resa ancora più complessa dall’intervento delle forze straniere. La coalizione araba, a guida saudita, sostiene le forze di Hadi, mentre l’Iran invia segretamente armi agli Houthi. 

Negli ultimi mesi, i ribelli yemeniti hanno intensificato il lancio di missili balistici contro il territorio nazionale saudita, come ritorsione nei confronti della coalizione araba, per i bombardamenti in Yemen. Il 7 maggio, infatti, la coalizione araba aveva bombardato il quartiere Al-Tahrir, nel quale si trovano il Ministero dell’Interno, il Ministero della Difesa e le sedi dei leader del Supremo consiglio politico degli Houthi, causando la morte di 6 civili e il ferimento di altre 30 persone. 

L’ultimo lancio di missili balistici da parte dei ribelli contro il territorio dell’Arabia Saudita si era verificato il 14 maggio, quando gli Houthi avevano attaccato un centro di distribuzione di Aramco, la compagnia nazionale saudita di idrocarburi, nel sud del Regno. Pochi giorni prima, il 9 maggio, le forze di difesa saudite avevano intercettato due missili balistici nei cieli di Riad. In tale occasione, gli Houthi avevano riferito che i missili erano stati lanciati contro alcuni obiettivi economici sauditi.  

Anche il 6 maggio, le forze della Difesa saudita avevano intercettato due missili balistici, lanciati dai ribelli yemeniti contro la città di Najran, situata nel sud-ovest dell’Arabia Saudita, al confine con lo Yemen. Il 28 aprile, Riad aveva intercettato 4 missili balistici, sparati dal territorio dello Yemen contro la città di Jizan, situata nel sud dell’Arabia Saudita. L’attacco era stato condotto poche ore dopo che un raid della coalizione aveva colpito la città yemenita di Sana’a, causando la morte di almeno 40 ribelli. L’episodio più grave si era verificato nella notte tra il 24 e il 25 marzo, quando i ribelli yemeniti avevano lanciato 7 razzi contro il Regno, causando la morte di una persona.

Il clima sembrava essersi disteso in seguito all’inizio del Ramadan. Nella serata del 16 maggio, mentre tutti i musulmani del mondo festeggiavano l’arrivo del mese sacro, il governo dello Yemen aveva proposto ai ribelli Houthi uno scambio di prigionieri.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.