L’esercito di Al-Assad libera l’area a sud di Damasco dall’ISIS

Pubblicato il 21 maggio 2018 alle 17:12 in Medio Oriente Siria

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L’esercito siriano ha espulso gli ultimi combattenti dell’ISIS dal distretto di al-Hajar al-Aswad, a sud di Damasco. La notizia è stata resa nota dalla tv di stato del Paese.

L’esercito del presidente Bashar Al-Assad e i suoi alleati stanno combattendo i militanti dello Stato Islamico dal 12 aprile per la riconquista della piccola enclave ad al-Hajar al-Aswad e dell’adiacente campo profughi palestinese di Yarmouk. La conquista riporta l’area intorno a Damasco completamente sotto il controllo del presidente Al-Assad.

In un primo momento, le televisioni siriane hanno riportato che, dalla sera del 20 maggio, era entrato in vigore un cessate il fuoco umanitario temporaneo. In un secondo momento, il 21 maggio, gli stessi media hanno riportato che gli attacchi aerei delle forze governative “stavano prendendo di mira gli ultimi terroristi rimasti” nell’area.

Il 20 maggio, l’Osservatorio siriano per i Diritti Umani aveva reso noto che i miliziani dell’ISIS avevano evacuato l’area a sud di Damasco, dopo un accordo sulla ritirata. Da parte loro, i media statali avevano smentito la notizia, dichiarando che gli scontri tra jihadisti ed esercito siriano erano ancora in corso.

Nonostante il presidente Al-Assad controlli ora pienamente l’aerea di Damasco, porzioni di territorio al confine con l’Iraq, la Turchia e la Giordania restano ancora al di fuori del controllo statale. Nei soli mesi di aprile e maggio, secondo le stime delle Nazioni Unite, ben 110.000 persone sono state evacuate dalla Siria nord-occidentale e dalle aree in mano ai ribelli a nord di Aleppo. Le forze politiche dell’opposizione hanno definito tale strategia del governo uno “sfollamento coatto” mirato a evacuare al di fuori dei confini del Paese gli oppositori del regime di Al-Assad. Il governo siriano ha replicato che nessuno viene obbligato ad andarsene, ma chi decide di restare deve accettare le leggi del Paese.

Le forze governative siriane e i loro alleati si stavano battendo per recuperare l’enclave a sud di Damasco sin dalla liberazione del territorio del Ghouta orientale, avvenuta il 12 aprile. L’assedio delle aree di Hajar Al-Aswad, Qadam e del campo profughi di Yarmuk, era iniziato il 17 aprile. Secondo Assad, nelle aree a sud di Damasco si sarebbero trovati sia i soldati dell’opposizione siriana sia i militanti di alcuni gruppi terroristici, tra i quali in primis lo Stato Islamico.  

La situazione in Siria rimane complessa e l’intervento di forze straniere è ancora rilevante. L’esercito americano occupa gran parte della regione orientale e nord-orientale, controllata da gruppi curdi che sperano nell’autonomia dal governo di Damasco. Le milizie curde hanno usato la forza per difendere il territorio dalle forze fedeli ad Assad. La Turchia, temendo un attacco a sua volta da parte dei curdi, ha lanciato un’offensiva nella Siria nord-occidentale contro i curdi siriani, i quali ambiscono a ricavare un territorio-cuscinetto nel luogo in cui sono raggruppate le forze dei ribelli contrari al regime di Assad. Per quanto riguarda la zona sud-occidentale del Paese, dove i ribelli detengono ancora una porzione di terre al confine con Israele e con la Giordania, Assad corre il pericolo di entrare in conflitto con Israele, che intende difendere la propria frontiera da scontri e incursioni, e che ha iniziato a condurre raid aerei in Siria.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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