Francia: proposta per elezioni in Libia nel 2018

Pubblicato il 21 maggio 2018 alle 13:05 in Francia Libia

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La Francia ha proposto un’iniziativa affinché in Libia si tengano elezioni entro la fine del 2018, allo scopo di porre fine alla crisi politica nel Paese. È quanto riferisce il quotidiano The Libya Observer, in un articolo pubblicato domenica 20 maggio.

Il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, ha invitato il premier del governo di Tripoli, Faiez Serraj, il comandante della Libyan National Army (LNA) e uomo forte del governo di Tobruk, Khalifa Haftar, e il presidente della Camera dei Rappresentanti (HoR) di Tobruk, Aqila Saleh, a firmare la proposta e stipulare un accordo formale. Non è stata ancora resa nota la data dell’incontro.

Secondo una fonte dell’Alto Consiglio di Stato (HCS) di Tripoli, l’incaricato d’affari libici USA, Stephanie Williams, avrebbe riferito al capo dell’HCS, Khalid Al-Mishri, che il Dipartimento di Stato americano sta valutando la proposta francese.

Tale proposta prevede, fra le altre cose, lo spostamento del quartier generale della HoR da Tobruk a Bengasi, l’impegno di tutte le parti affinchè gli incontri dell’esercito si tengano al Cairo, nonché l’unificazione della Banca Centrale della Libia, che attualmente ha sede a Tripoli ma mantiene tre filiali a Bengasi, Sabha e Sirte. Oltre a ciò, le forze armate libiche devono assicurare i preparativi necessari, in vista delle elezioni previste entro la fine dell’anno. In materia di sicurezza, la Francia dichiara di volere “una soluzione politica e un cessate il fuoco” tra tutte le fazioni opposte, che implichi “la confisca delle armi detenute dalla popolazione” ma che, allo stesso tempo, è necessario perseguire nella lotta al terrorismo. Infine, la proposta esorta la comunità internazionale a fornire il proprio sostegno al popolo libico, sia finanziario, sia assicurando che vengano garantite la sanità e l’istruzione.

Il giorno precedente, sabato 19 maggio, il portavoce della HoR, Abdullah Blihiq, aveva commentato l’iniziativa francese, riferendo ai giornalisti di Sputnik che “la soluzione della crisi libica è nelle mani dei libici, e non vi sono proposte straniere che possano risolverla”.

Attualmente, le Nazioni Unite si stanno impegnando affinché nel Paese si tengano nuove elezioni entro la fine del 2018. Tuttavia, in un report pubblicato mercoledì 21 marzo, l’organizzazione umanitaria Human Rights Watch aveva dichiarato che non ci sarebbero ancora le condizioni per lo svolgimento di elezioni libere in Libia. In questo contesto, la Francia collabora con la comunità internazionale, sulla base delle Risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite 1970 (2011) e 1973 (2011), per sostenere il progetto di transizione politica nel Paese.

Lo scorso anno, Haftar aveva affermato che le sue forze militari potrebbero essere poste solamente ai comandi di un’autorità che sia stata eletta dal popolo libico, lasciando intendere che lui stesso potrebbe prendere parte alle elezioni venture.

Il Paese nordafricano versa, attualmente, in uno stato di forte instabilità. In seguito al rovesciamento di Gheddafi, effettuato dall’intervento della NATO dal marzo all’ottobre 2011, il Paese non è mai riuscito ad effettuare una transizione democratica. Attualmente in Libia sono presenti due governi: il primo, appoggiato dall’Onu e dall’Italia, è stato creato dalle Nazioni Unite, con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015 e si è insediato a Tripoli il 30 marzo 2016, con a capo il premier Fayez Serraj. Il secondo, con sede a Tobruk, è sostenuto da Russia ed Egitto. In questo contesto, l’ONU dovrebbe fare pressione ai due governi rivali affinché permettano lo svolgersi di un processo elettorale trasparente, senza coercizione o intimidazione degli elettori, dei candidati e delle parti politiche.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Federica Patanè

di Redazione

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