Nicaragua: continuano le proteste contro il presidente Ortega

Pubblicato il 20 maggio 2018 alle 6:01 in America Latina America centrale e Caraibi

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Si è svolto, venerdì 18 maggio, il secondo giorno di dialoghi tra i funzionari governativi del Paese con gli studenti e i leader commerciali nicaraguensi, nella speranza di appianare le recenti tensioni e sedare le proteste popolari scaturite in seguito all’elezione del presidente, Daniel Ortega.

Nella giornata di venerdì, decine di manifestanti, muniti di bandiere nazionali, si sono radunati all’esterno di un seminario cattolico al canto di “Assassino!”. Si tratta della seconda giornata in cui si è svolto un forum senza precedenti indirizzato a studenti, leader del settore commerciale e altri cittadini per dar voce liberamente alle loro lamentele al cospetto di alcuni rappresentanti del governo nazionale. In tale contesto, Antonia Urrejola, delegata del gruppo di cittadini nicaraguensi, ha affermato: “Ribadiamo la nostra condanna nei confronti delle autorità per la morte, la scomparsa, l’aggressione e la detenzione arbitraria di manifestanti, attivisti e giornalisti”. Nella medesima giornata di venerdì, la Commissione Inter-Americana per i Diritti Umani ha stabilito che è troppo presto per trarre conclusioni dall’indagine, durata cinque giorni, circa la scomparsa e il presunto omicidio di alcuni cittadini che si erano uniti alla protesta. Tuttavia, il comitato di tale commissione ha fatto sapere che continuerà a tenere incontri con funzionari e cittadini, tra cui anche le madri dei manifestanti e giornalisti che si teme siano stati assassinati durante le proteste.

Il presidente Ortega non era presente alla sessione di dialoghi di venerdì. Tuttavia aveva preso parte a una analoga seduta il mercoledì precedente, quando gli studenti universitari lo avevano criticato pubblicamente, esigendo che egli annunciasse le sue immediate dimissioni. “Nel giro di un mese hai rovinato il Paese”, lo aveva redarguito in quell’occasione uno studente universitario di nome Lesther Aleman, poco prima di scoppiare a piangere. Malgrado l’assenza di Ortega a questa seconda sessione di confronto pubblico, i manifestanti non hanno mostrato alcun segno di cedere e abbandonare la causa. “Sosteniamo le madri dei caduti”, ha affermato Carla Patricia Gomez, di 46 anni, che presenziava alle proteste della folla indossando una bandiera nazionale a mo’ di bandana. La donna ha rincarato: “Hanno ucciso persino un bambino di 6 anni”, mentre numerosi astanti mostravano ai giornalisti foto di giovani e giovanissimi che, a loro dire, sono morti negli scontri.

Sono almeno 49, per lo più studenti, le persone che con certezza sono rimaste uccise negli scontri, provocati dall’acuirsi delle rimostranze e manifestazioni iniziate nel mese di aprile a causa del malcontento popolare. Il motivo della reazione dei cittadini è la promulgazione di una nuova legge che ha aumentato i contributi della sicurezza sociale per lavoratori e datori di lavoro, mentre al contempo ne tagliava i benefici. Le attuali proteste segnano la più grave crisi sociale del periodo governativo di Ortega, al potere da 11 anni. Daniel Ortega, leader del Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale che sconfisse il dittatore Anastasio Somoza nel luglio 1979, ha governato il Nicaragua con poteri semi-dittatoriali dal trionfo della rivoluzione sandinista fino al 1990, quando fu sconfitto in libere elezioni da Violeta Chamorro. Nel 2006 è tornato al potere dopo aver moderato la retorica marxista dei suoi primi anni di governo, ma i ruoli di potere ricoperti dai familiari del presidente suscitano da anni numerose critiche. Nonostante Ortega sia riuscito a condurre il Paese molto povero dell’America Centrale verso un percorso di crescita economica stabile, negli anni si sono moltiplicate le accuse a suo carico, secondo le quali il presidente avrebbe trasformato il governo in una vera e propria dittatura familiare.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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