Israele chiede ai membri ONU di respingere la Risoluzione del Kuwait riguardo gli ultimi scontri a Gaza

Pubblicato il 20 maggio 2018 alle 15:37 in Israele Palestina

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L’ambasciatore israeliano presso le Nazioni Unite, Danny Danon, durante il fine settimana ha parlato con i rappresentanti degli Stati membri del Consiglio di Sicurezza, chiedendo loro di respingere la bozza di Risoluzione proposta dal Kuwait, che condannerebbe Israele per gli ultimi avvenimenti nella Striscia di Gaza.

Venerdì 18 maggio, il Kuwait, che è il rappresentante degli Stati arabi presso l’Onu, in seguito agli scontri del 14 maggio, avvenuti in concomitanza con l’apertura dell’ambasciata statunitense a Gerusalemme, ha fatto circolare un documento che condanna l’uso della forza da parte delle truppe israeliane contro i civili palestinesi, prevedendo altresì il dispiegamento di una forza internazionale sul territorio per proteggerli. Inoltre, nella bozza di Risoluzione viene richiesto che Israele “cessi immediatamente le sue rappresaglie militari e le punizioni collettive”. Il documento riafferma le intenzioni dell’Onu di rispondere ai conflitti armati che coinvolgono civili o durante i quali vengono loro deliberatamente impediti gli aiuti, sottolineando che la risposta del Consiglio di Sicurezza, in questi casi, potrebbe considerare altresì l’imposizione di sanzioni.

La bozza di Risoluzione prevede anche “la completa eliminazione del blocco e delle restrizioni imposte da Israele sui movimenti e sugli accessi da e per la Striscia di Gaza”. Ciò include l’immediata riapertura di tutti gli attraversamenti di confine, per permettere ad aiuti umanitari, beni commerciali e persone di entrare nell’area e di lasciarla, secondo quanto stabilito dalle leggi internazionali. Infine, nel documento viene richiesto al segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, e all’inviato delle Nazioni Unite per il Medio Oriente, Nikolai Mladenov, di concentrare gli sforzi per aiutare a porre fine alle violenze, proteggere i civili e creare un ambiente positivo per il dialogo. La Risoluzione verrà messa ai voti verso la fine della settimana.

La proposta del Kuwait è nata in seguito al fatto che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite non era riuscito a trovare un accordo per il rilascio di una dichiarazione riguardante le violenze avvenute a Gaza lunedì 14 maggio. Il Kuwait aveva tentato di ottenere una dichiarazione da parte dei membri del Consiglio di Sicurezza per condannare gli attacchi e aprire una indagine indipendente, ma gli Stati Uniti avevano bloccato la mozione, affermando che nella dichiarazione non veniva fatto alcun riferimento alla responsabilità del gruppo terroristico Hamas negli scontri. Secondo Danon, la bozza di Risoluzione proposta dal Kuwait rinforzerebbe solamente il regime del gruppo e metterebbe in pericolo sia i cittadini di Gaza che quelli israeliani.

Le vittime delle violenze del 14 maggio, avvenute lungo la recinzione al confine con Israele, sono state 60. I funzionari palestinesi hanno definito l’accaduto un massacro di manifestanti che stavano protestando contro il blocco imposto sull’area, che va avanti da circa 10 anni. Da parte loro, le forze israeliane hanno dichiarato di aver difeso i propri confini dagli attacchi perpetrati da alcuni terroristi. Mercoledì 16 maggio, il gruppo terroristico Hamas, che detiene il controllo della Striscia di Gaza, ha ammesso che 50 delle vittime erano suoi membri, mentre il Movimento per il Jihad Islamico in Palestina ha dichiarato che altre 3 facevano parte delle loro fila. Secondo fonti israeliane, alcune delle vittime sono state uccise poiché stavano piantando esplosivi o sparando contro i soldati; inoltre, secondo Israele, Hamas stava utilizzando le proteste al confine come copertura per organizzare alcuni attacchi contro di loro.

Sabato 19 maggio, Israele si è scagliato altresì contro il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, dopo che, il 18 maggio, l’organo ha approvato l’apertura di un’indagine per quanto riguarda le violenze a Gaza. Il ministro della Difesa israeliano, Avigdor Liberman, ha accusato l’ente di Ginevra di essere diventato “una cheerleader dei terroristi”. Israele ha spiegato che non parteciperà all’indagine, la quale approvazione è stata definita irrilevante dal premier del Paese, Benjamin Netanyahu.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione di Chiara Romano

di Redazione

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