Iran: diplomatici europei, cinesi e russi discuteranno nuovo accordo per recuperare patto nucleare

Pubblicato il 20 maggio 2018 alle 9:22 in Europa Iran

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Alcuni diplomatici europei, cinesi e russi discuteranno un nuovo accordo per offrire all’Iran aiuti finanziari con l’obiettivo di frenare lo sviluppo dei missili balistici iraniani, nella speranza di recuperare il patto nucleare del 2015.

I funzionari si riuniranno a Vienna, la prossima settimana, guidati da Helga Schmid, diplomatico senior dell’Unione Europea, per discutere le prossime strategie da adottare riguardo al Joint Comprehension Plan of Action (JCPOA), l’accordo nucleare iraniano, abbandonato l’8 maggio dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

Secondo quanto riportato da Reuters, il nuovo patto potrebbe includere aiuti finanziari per Teheran pari a miliardi di dollari, in linea con un accordo europeo che aveva fornito una cifra pari alla Turchia, dopo che Ankara aveva accolto milioni di migranti e aveva deciso di chiudere i confini, aiutando a porre fine alla crisi immigratoria del 2015. Inoltre, la conclusione di un nuovo trattato che freni le attività iraniane potrebbe essere d’aiuto nel convincere Trump a eliminare nuovamente le sanzioni imposte contro l’Iran.

Sabato 19 maggio, il ministro dell’energia dell’Unione Europea, Miguel Arias Canete, ha rassicurato Teheran sull’impegno dei 28 Stati membri del blocco per quanto concerne il recupero dell’accordo sul nucleare e il desiderio di rafforzare il commercio con l’Iran. Alcuni funzionari europei, tedeschi e di altri Paesi hanno sottolineato che se gli sforzi europei per salvare il patto dovessero fallire, sarebbe disastroso. I diplomatici stanno cercando un nuovo approccio alla situazione in Iran, poiché lavorare con il Paese mediorientale, rispettando allo stesso tempo le sanzioni imposte dagli Stati Uniti, sarebbe difficile. Per aggirare le restrizioni, la Commissione Europea, su iniziativa del suo presidente, Jean-Claude Juncker, aveva proposto trasferimenti diretti di denaro alla banca centrale dell’Iran da parte dei governi degli Stati membri dell’Unione Europea. Inoltre, Bruxelles potrebbe mettere in pratica lo Statuto di blocco, che proibisce a qualsiasi azienda di un Paese membro di rispettare le sanzioni statunitensi.

Da parte sua, l’Iran ha rinnovato l’impegno con l’Unione Europea di continuare a rispettare e salvaguardare l’accordo nucleare, nonostante la decisione di Trump di tirarsene fuori.

Il JCPOA era stato firmato il 14 luglio 2015 dall’Iran con Stati Uniti, Cina, Russia, Regno Unito, Francia e Germania. Il patto prevedeva la sospensione di tutte le sanzioni imposte da Onu, Stati Uniti e Unione Europea sul Paese mediorientale, che da parte sua avrebbe limitato le sue attività nucleari. Sin dalla sua campagna elettorale, Trump aveva sempre criticato il patto e, una volta diventato presidente, ne aveva richiesto la rinegoziazione, minacciando di tirarsene fuori. Il 12 gennaio 2018, Washington aveva certificato “per l’ultima volta” il patto, fissando la data del 12 maggio come ultimatum per la sua modifica. Tuttavia, l’8 maggio, prima della scadenza, Trump aveva annunciato di volersi ufficialmente ritirare dal trattato, scatenando le ire dell’Iran, che si era detto pronto a rispondere immediatamente, se gli Stati Uniti avessero abbandonato il patto. L’Unione Europea, sin dall’inizio, si è schierata contro la decisione del leader statunitense, aprendo una serie di trattative per tentare di salvare l’accordo.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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