Corea del Sud: lavoreremo con Trump per il successo del summit fra USA e Corea del Nord

Pubblicato il 20 maggio 2018 alle 11:41 in Corea del Sud USA e Canada

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Il presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, e la sua controparte statunitense, Donald Trump, domenica 20 maggio si sono detti d’accordo sulla necessità di portare avanti l’obiettivo del summit tra Corea del Nord e Stati Uniti, dopo che il leader nordcoreano, Kim Jong-un, ha minacciato di mandare all’aria la riunione.

Moon e Trump hanno parlato al telefono per circa 20 minuti, scambiandosi i propri punti di vista per quanta riguarda le recenti reazioni di Pyongyang. L’ufficio presidenziale sudcoreano ha dichiarato che i due presidenti lavoreranno strettamente per il successo del summit fra Stati Uniti e Corea del Nord, che si terrà a Singapore il 12 giugno, e l’imminente incontro tra Trump e Moon. Il leader sudcoreano si recherà a Washington martedì 22 maggio per incontrare il presidente statunitense.

Nonostante lo storico summit fra le due Coree avvenuto il 27 aprile avesse fatto sperare in una riconciliazione, Pyongyang negli ultimi giorni ha mostrato un cambio di rotta. Il capo delle trattative nordcoreano, Ri Son Gwon, giovedì 17 maggio aveva dichiarato che la sua parte non avrebbe partecipato al dialogo con Seoul, a meno che non venissero soddisfatte le loro richieste, riguardanti la fine delle esercitazioni militari congiunte tra Corea del Sud e Stati Uniti, note come Max Thunder.

Il giorno prima, mercoledì 16 maggio, il governo di Pyongyang aveva minacciato di mandare all’aria il summit con Trump, se gli Stati Uniti avessero continuato a insistere sulla denuclearizzazione del Paese. La minaccia della Corea del Nord era stata interpretata da alcuni analisti internazionali come una strategia volta a ridefinire i termini del dibattito, in un tentativo di modificare la richiesta di smantellamento totale dell’arsenale nucleare imposta da Washington. Tuttavia, Kim aveva promesso la denuclearizzazione della penisola sia al presidente cinese, Xi Jinping, durante l’incontro del 28 marzo e dell’8 maggio, che al leader sudcoreano, durante l’incontro del 27 aprile.

In seguito alla minaccia di Kim, Trump aveva commentato che se il Paese asiatico si rifiuterà di concludere un accordo sulla denuclearizzazione con gli Stati Uniti, allora “la Corea del Nord potrebbe essere decimata”. Tali dichiarazioni sono state le prime più rigide che il leader americano ha rilasciato da quando i due Paesi hanno concordato di voler dialogare per risolvere la crisi.

Nel corso del 2017, la Corea del Nord aveva accelerato lo sviluppo del proprio programma missilistico e nucleare lanciando, tra febbraio e novembre dell’anno passato, 23 missili. Dopo mesi in cui le tensioni nella penisola coreana sono state molto alte, con l’inizio del 2018 Kim Jong-un si era dimostrato più disponibile al dialogo. Lo scongelamento delle relazioni fra le due Coree aveva avuto inizio il 3 gennaio, con la riapertura di una hotline di comunicazione tra i due lati del confine, per riavviare il dialogo fra i due governi e cominciare le discussioni per le Olimpiadi. Il 9 gennaio due delegazioni di Seoul e Pyongyang si sono incontrate nel villaggio di Panmunjom, in Corea del Sud. Si è trattato del primo meeting tra i due Stati dal 2015, in cui l’argomento di discussione principale è stato la partecipazione della Corea del Nord alle ai Giochi Olimpici Invernali, previsti per il mese di febbraio nella città sudocoreana di Pyeongchang. In seguito, Seoul e Pyongyang hanno programmato nuove incontri fra le delegazioni e avviato una serie di attività volte a dimostrare le buone intenzioni di entrambe le parti.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione di Chiara Romano

di Redazione

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