Cina: ‘considerevole aumento’ di acquisti dagli USA

Pubblicato il 20 maggio 2018 alle 11:42 in Cina USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Dopo settimane di forti tensioni economiche, la Cina e gli Stati Uniti hanno raggiunto un primo accordo commerciale.

In una dichiarazione congiunta rilasciata sabato 19 maggio, entrambe le parti hanno convenuto che la Cina ha deciso di aumentare in maniera considerevole gli acquisti di beni e servizi statunitensi, al fine di ridurre il disequilibrio commerciale attualmente esistente tra i due Paesi: “Per far fronte ai crescenti bisogni di consumo della popolazione cinese e alla necessità di uno sviluppo economico di alta qualità, la Cina aumenterà significativamente l’acquisto di prodotti e servici degli Stati Uniti. Ciò contribuirà al sostegno della crescita e dell’occupazione negli Stati Uniti”. L’aumento di importazioni cinesi di beni di consumo americani rappresentava una delle principali richieste avanzate dal presidente Donald Trump, e rinnovate in occasione di due giornate di trattative che si sono tenute a Washington giovedì 17 e venerdì 18 maggio al cospetto di funzionari cinesi. Oltre a questo punto, entrambe le parti hanno convenuto su un significativo aumento di importazioni cinesi dagli Stati Uniti nel settore agricolo ed energetico. Washington ha intenzione di inviare in Cina un team di esperti per definire i dettagli dell’accordo.

Il comunicato informa sì che Stati Uniti e Cina rafforzeranno le proprie relazioni economiche, come anche che Pechino rivedrà le proprie regolamentazioni in materia di importazioni, ma in merito a come questo sviluppo commerciale dovrà essere effettuato, i Paesi non si sono espressi chiaramente. Inoltre, non si è fatto cenno alla ZTE, la grande azienda cinese specializzata in dispositivi e sistemi di telecomunicazione la quale è stata, negli ultimi mesi, al centro del dibattito mediatico e della tensione commerciale tra i due colossi dell’economia globale. La ZTE ha sospeso le sue principali operazioni in seguito a un divieto imposto dall’amministrazione Trump alle compagnie americane, il quale impone loro di interrompere ogni rapporto commerciale con il colosso cinese. Il motivo addotto da Washington è che la ZTE avrebbe mentito ad alcuni funzionari americani, affermando – falsamente – di aver punito gli impiegati che violavano le sanzioni americane gravanti sull’Iran e sulla Corea del Nord.

Nella medesima giornata di sabato 19 maggio, Chuck Schumer, leader della Minoranza del Senato statunitense, ha criticato il comunicato congiunto, affermando che gli sembra tale decisione vada ancora a svantaggio del suo Paese: “Se l’amministrazione americana cede sulla ZTE e permette che essa continui a esistere, seppure sia di fatto multata – già una volta sono stati multati – ciò indicherà al presidente Xi che siamo negoziatori deboli”. Schumer si è inoltre lamentato della mancanza di misure concrete necessarie a proteggere la proprietà intellettuale americana.

Scott Kennedy, esperto di economia cinese presso il Centro per gli Studi Strategici e Internazionali, ha commentato che il recente comunicato è troppo vago per essere considerato in alcun modo vincolante per ambo le parti. A suo dire, ciò che è di fondamentale importanza è se gli Stati Uniti decidano o meno di alleggerire le tariffe legate alla proprietà intellettuale. In caso affermativo, secondo Kennedy sarà una grande vittoria per la Cina. In caso negativo, invece, si avrà almeno una “pausa temporanea delle ostilità”.

Il primo round di negoziazioni aveva avuto inizio il 3 maggio a Pechino ,e si era concluso senza alcun provvedimento concreto. In quell’occasione, la delegazione cinese era guidata dal vice primo ministro, Liu He, mentre quella americana dal segretario del Tesoro, Steven Mnuchin.

Le trattative commerciali seguono lo scambio di minacce protezionistiche effettuato dai due Paesi a seguito della decisione del presidente americano, Donald Trump, di voler imporre dazi sulle importazioni di alcuni beni cinesi per un valore pari a 50 miliardi di dollari.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.