Cecenia: attacco a chiesa ortodossa, 3 morti

Pubblicato il 20 maggio 2018 alle 19:52 in Cecenia Russia

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4 miliziani dello Stato Islamico armati di pistole hanno fatto irruzione in una chiesa ortodossa cecena di Grozny, uccidendo almeno 1 fedele e 2 ufficiali di polizia, prima di essere uccisi a loro volta dalle forze dell’ordine.

L’attacco, rivendicato nel corso della giornata dall’ISIS tramite l’agenzia di stampa Amaq, è avvenuto sabato 19 maggio, presso la chiesa ortodossa dell’Arcangelo Michele, situata in una zona centrale di Grozny, città della Russia meridionale e capitale della Repubblica cecena. A riferire la notizia è stato il Comitato Investigativo russo, un’agenzia di sicurezza interna. Tutti e tre gli aggressori sono stati uccisi nello scontro a fuoco con la polizia. In un primo momento, i miliziani avevano preso ostaggi, ha spiegato il leader ceceno, Ramzan Kadyrov, aggiungendo che erano armati di coltelli, accette ed ordigni artigianali. Kadyrov ha affermato che almeno uno degli uomini armati è stato identificato come residente delle periferie di Grozny. Il primo ministro cecena ha infine condannato l’attacco, affermando di essersi recato sul posto immediatamente insieme alle forze dell’ordine, appena è stato lanciato l’allarme. Egli ha poi promesso che chiunque tenterà di effettuare aggressioni o attacchi nella regione sarà sconfitto.

La Cecenia ha assistito già in precedenza ad attacchi organizzati da islamisti, tra cui miliziani dello Stato Islamico. Uomini e donne provenienti da aree russe a maggioranza musulmana, tra cui la Cecenia, si erano recati in Siria e in Iraq per unirsi alla lotta contro l’ISIS, e decine di loro hanno recentemente iniziato a fare ritorno in patria, ora che il gruppo terroristico ha perso la maggior parte delle sue roccaforti.

Negli anni 1990-2000, la regione cecena è stata teatro di due violente guerre separatiste, la prima dal 1991 al 1996, la seconda dal 1999 al 2009. In seguito a tali conflitti, Kadyrov, appoggiato dal governo russo, ha represso i dissidenti. I gruppi e le organizzazioni umanitarie lo hanno accusato di aver ordinato alle sue truppe svariati rapimenti, omicidi e torture. Precedentemente, a Grozny vi era una forte preponderanza di cittadini russi cristiani, ma molti di loro lasciarono il Paese durante le guerre separatiste. La chiesa ortodossa che è stata presa di mira dall’aggressione di sabato 19 maggio, nel cuore della capitale cecena, fu teatro di alcune delle principali battaglie degli anni ’90. Gli attacchi contro le chiese sono comunque rari in Cecenia. Non ci sono molte chiese ortodosse nella regione, e sono pattugliate dalle forze governative. L’attacco di sabato avviene in un momento in cui la Russia si sta preparando ad ospitare la Coppa del Mondo 2018, che avrà luogo dal 14 giugno al 15 luglio prossimi. Sebbene a Grozny non verrà disputato alcun match calcistico, vi si terranno numerosi allenamenti della squadra egiziana. Lo Stato Islamico, nel mese di maggio, ha divulgato una serie di minacce in vista dell’evento sportivo. La minaccia è probabilmente connessa al sostegno che il governo di Putin offre al regime del presidente siriano, Bashar Al-Assad, il quale è attivamente impegnato nella lotta al terrorismo dello Stato islamico. I servizi segreti russi stanno lavorando a pieno regime per mettere in sicurezza il campionato mondiale.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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