Yemen: governo propone uno scambio di prigionieri ai ribelli Houti

Pubblicato il 19 maggio 2018 alle 6:05 in Medio Oriente Yemen

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Il governo dello Yemen ha proposto ai ribelli Houthi uno scambio di prigionieri, in occasione del mese sacro del Ramadan.

L’offerta è stata avanzata dal ministro yemeniti dell’Informazione, Moammer al-Iryani, e dei diritti umani, Mohammed Askar, ai ribelli Houti. La proposta è avvenuta la sera del 16 maggio, mentre i musulmani di tutto il mondo erano intenti ad accogliere il mese di Ramadan. I dettagli dell’accordo sono stati resi noti da una dichiarazione rilasciata dal Ministero dell’Informazione dell’Arabia Saudita.

I ministri yemeniti hanno chiesto alla Croce Rossa e alla Mezzaluna Rossa di fare da mediatori nello scambio per garantire il ritorno dei prigionieri liberati. Tra questi, vi sarebbero 14 giornalisti yemeniti, attualmente detenuti dagli Houthi, e un numero imprecisato di prigionieri stranieri, secondo quanto riportato da The New Arab.

Lo Yemen è dilaniato dalla guerra civile dal 19 marzo 2015. Nel conflitto si contrappongono due fazioni che rivendicano la legittimità del potere. Da un lato, gli Houthi, un gruppo sciita, dall’altro le forze del governo del presidente Rabbo Mansour Hadi, deposto con un colpo di stato il 22 gennaio 2015, ma tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale. La situazione del Paese è resa ancora più complessa dall’intervento delle forze straniere. La coalizione araba, a guida saudita, sostiene le forze di Hadi, mentre l’Iran invia segretamente armi agli Houthi. 

Negli ultimi mesi, i ribelli yemeniti hanno intensificato il lancio di missili balistici contro il territorio nazionale saudita, come ritorsione nei confronti della coalizione araba, per i bombardamenti in Yemen. Il 7 maggio, infatti, la coalizione araba aveva bombardato il quartiere Al-Tahrir, nel quale si trovano il Ministero dell’Interno, il Ministero della Difesa e le sedi dei leader del Supremo consiglio politico degli Houthi, causando la morte di 6 civili e il ferimento di altre 30 persone. 

L’ultimo lancio di missili balistici da parte dei ribelli contro il territorio dell’Arabia Saudita si era verificato il 14 maggio, quando gli Houthi hanno attaccato un centro di distribuzione di Aramco, la compagnia nazionale saudita di idrocarburi, nel sud del Regno. Pochi giorni prima, il 9 maggio, le forze di difesa saudite avevano intercettato due missili balistici nei cieli di Riad. In tale occasione, gli Houthi avevano riferito che i missili sarebbero stati lanciati contro alcuni obiettivi economici sauditi.  

Anche il 6 maggio, le forze della Difesa saudite avevano intercettato due missili balistici, lanciati dai ribelli yemeniti contro la città di Najran, situata nel sud-ovest dell’Arabia Saudita, al confine con lo Yemen. Il 28 aprile, Riad aveva intercettato 4 missili balistici, sparati dal territorio dello Yemen contro la città di Jizan, situata nel sud dell’Arabia Saudita. L’attacco era stato condotto poche ore dopo che un raid della coalizione aveva colpito la città yemenita di Sana’a, causando la morte di almeno 40 ribelli. L’episodio più grave si era verificato nella notte tra il 24 e il 25 marzo, quando i ribelli yemeniti avevano lanciato 7 razzi contro il Regno, causando la morte di una persona.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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