Uganda: accordo di cooperazione con la Cina sull’energia nucleare

Pubblicato il 19 maggio 2018 alle 7:00 in Cina Uganda

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

In base a un accordo di cooperazione per lo sviluppo dell’energia nucleare, firmato l’11 maggio da Uganda e Cina, il ministro ugandese dell’energia e dello sviluppo minerario, Irene Muloni, ha dichiarato, giovedì 17 maggio, che la Cina aiuterà il Paese africano a costruire e gestire centrali nucleari sul suo territorio. Lo Stato asiatico è già un importante investitore in diversi progetti infrastrutturali ugandesi e la China National Nuclear Corporation (CNNC) ha deciso di sottoscrivere il memorandum d’intesa dell’11 maggio per aiutare l’Uganda a “sviluppare la sua capacità di sfruttare l’energia atomica per scopi pacifici”.

L’Uganda possiede diversi giacimenti di uranio e il presidente Yoweri Museveni, in carica dal gennaio 1986, ha affermato che il suo governo è desideroso di utilizzarli per il potenziale sviluppo di energia nucleare. Il ministro Muloni ha annunciato che, nelle regioni centrali, sudoccidentali e settentrionali del Paese, sono stati identificati otto siti adatti a ospitare gli impianti.

Si prevede che il fabbisogno energetico dell’Uganda aumenterà notevolmente nei prossimi anni e intanto il Paese si inizia a preparare per produrre, a partire dal 2020, petrolio greggio proveniente dai giacimenti delle aree occidentali dove sono state scoperte, nel 2006, riserve pari a 6.5 miliardi di barili.

L’accordo con la Cina, sottoscritto dal ministro ugandese Muloni e dal presidente della CNNC, Wang Shoujun, prevede una collaborazione bilaterale, per lo sviluppo delle infrastrutture nucleari, nelle fasi di progettazione, costruzione e funzionamento delle centrali. Già il 20 giugno 2017, un altro accordo era stato firmato con l’Ente statale per l’energia atomica russo (ROSATOM), al fine di facilitare la cooperazione sullo sviluppo della tecnologia nucleare.

L’Uganda è un Paese africano collocato nella regione dei Grandi Laghi, nell’Africa orientale. Ottenuta l’indipendenza dall’Inghilterra nel 1962, dopo un periodo di tensioni etniche e religiose, il Paese è diventato nel corso del tempo relativamente prosperoso. Tuttavia, resta caratterizzato da profonda corruzione politica. Il presidente Museveni, al potere ininterrottamente da 32 anni, è considerato da alcuni come colui che ha dato all’Uganda stabilità e ricchezza, da altri, invece, un esempio di corruzione e illegalità.

Il Paese africano ospita un gran numero di rifugiati provenienti dagli Stati confinanti. Circa 34.000 congolesi e almeno 1 milione di cittadini del Sud Sudan hanno abbandonato le loro case e si sono rifugiati in Uganda. I continui arrivi stanno causando non pochi problemi alle autorità di Kampala, le quali hanno già difficoltà nell’aiutare quella parte della popolazione ugandese che ha bisogno di assistenza.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.