Iran: rinnovato impegno sul nucleare con l’UE, nonostante abbandono USA

Pubblicato il 19 maggio 2018 alle 10:18 in Europa Iran

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Il direttore dell’energia nucleare iraniana, insieme al commissario europeo per il Clima e l’Energia, ha rinnovato l’impegno reciproco di Teheran e dell’Unione Europea di continuare a rispettare e salvaguardare l’accordo nucleare, stipulato tra il Paese mediorientale e le maggiori potenze occidentali, nonostante la recente decisione americana di abbandonare il patto e imporre nuovamente sanzioni sull’Iran.

Nella mattina di sabato 19 maggio si è svolta nella capitale iraniana, Teheran, una conferenza stampa congiunta tra il direttore dell’Organizzazione iraniana per l’Energia Atomica (AEOI), Ali Akbar Salehi, e il commissario europeo per l’azione per il Clima e l’Energia, Miguel Arias Cañete. In tale occasione, Salehi, riferendosi al rinnovo del trattato sul nucleare, ha affermato: “Noi speriamo che gli sforzi si materializzeranno… le azioni americane mostrano che Washington non è un Paese affidabile per quanto riguarda gli accordi internazionali”. Dal canto suo, Cañete, il quale è arrivato a Teheran nella serata di venerdì 18 maggio in vista di una visita diplomatica di due giorni, ha voluto rassicurare l’Iran che il blocco dei 28 Paesi dell’Unione Europea intende mantenere gli scambi commerciali con Teheran nonostante la decisione degli Stati Uniti di retrocedere dal trattato sul nucleare, voluta dal presidente Trump sin dal suo insediamento alla Casa Bianca, a gennaio 2017, ripetutamente minacciata durante la sua amministrazione, e infine annunciata ufficialmente l’8 maggio scorso. “Abbiamo trasmesso ai nostri amici iraniani il messaggio che, finché si atterranno ai termini dell’accordo stipulato, gli europei terranno fede all’impegno preso. E l’Iran ha espresso la medesima volontà da parte sua”, ha affermato Cañete, aggiungendo: “Cercheremo inoltre di intensificare i nostri scambi commerciali, che sono stati molto fruttuosi per l’economia iraniana”. L’Unione Europea è stata per lungo tempo il principale importatore di petrolio iraniano.

Venerdì 19 maggio, la Commissione europea, su iniziativa del presidente Jean-Claude Juncker, ha proposto che i governi degli Stati membri dell’Unione facciano trasferimenti diretti di denaro alla banca centrale dell’Iran con lo scopo di aggirare le sanzioni statunitensi. Questa manovra consentirebbe alle società europee di rimborsare l’Iran per le esportazioni di petrolio e rimpatriare gli investimenti iraniani in Europa.

Il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA) è un accordo firmato il 14 luglio 2015 da Iran, Germania e i 5 membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, ossia Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia e Cina. Il patto prevede la sospensione di tutte le sanzioni nucleari imposte precedentemente contro l’Iran dall’Unione Europea, dalle Nazioni Unite e dagli USA, in cambio della limitazione delle attività nucleari da parte del Paese mediorientale.  A detta del presidente Trump, si tratterebbe del peggior patto mai stipulato dal suo Paese. Il 13 settembre 2017, il leader della Casa Bianca aveva annunciato la de-certificazione del JCPOA, incaricando il Congresso di modificare la legislazione relativa, al fine di contrastare più efficacemente il programma missilistico iraniano, in quanto il patto non impedisce all’Iran di testare missili. In tale contesto, l’Unione Europea si era schierata a favore dell’accordo nucleare, andando contro alla decisione del presidente americano che, il 12 gennaio 2018, aveva certificato l’accordo nuovamente, ma “per l’ultima volta”. In tale occasione, Trump aveva fissato un ultimatum sull’accordo: il 12 maggio era il termine ultimo entro il quale i leader europei avrebbero dovuto risolvere i “terribili difetti del patto”, pena l’abbandono da parte degli Stati Uniti. Martedì 8 maggio, prima dello scadere dell’ultimatum, il presidente americano ha reso noto che si ritirerà ufficialmente dal trattato sul nucleare.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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