Iran: almeno un morto durante una protesta

Pubblicato il 18 maggio 2018 alle 6:02 in Iran Medio Oriente

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Almeno una persona è rimasta uccisa durante una protesta nella città di Kazeroon, nell’Iran meridionale, durante la quale i manifestanti hanno appiccato il fuoco a una stazione di polizia. Questo è quanto riporta l’agenzia di stampa semi-ufficiale Fars.

“Un piccolo numero di persone si è riunito per protestare contro una decisione presa da funzionari locali riguardo la divisione di alcuni quartieri di Kazeroon e la fusione di questi in una nuova città”, ha riferito Fars. L’agenzia ha respinto come “false e esagerate” le notizie diffuse da alcuni gruppi di opposizione che riferivano l’uccisione di diverse persone e l’arresto di decine di altre, negli scontri con le forze di sicurezza.

Alcuni video sui social media hanno mostrato forze di sicurezza che lanciavano lacrimogeni. In alcune foto apparivano corpi e persone ferite, ma la loro autenticità non può essere verificata, riferisce Reuters. Un funzionario locale ha affermato che la situazione è sotto controllo a Kazeroon ma “c’erano ancora sporadiche proteste”, riferisce l’agenzia di stampa degli studenti iraniani (ISNA).

L’agenzia semi-ufficiale Tasnim ha riportato lo svolgimento di proteste pacifiche nelle scorse settimane. “Le proteste si sono arrestate dopo che le autorità hanno promesso di smettere di cambiare la mappa della città”, ha riferito Tasnim, che poi aggiunge che “le persone sono arrabbiate perché il governo deve ancora annunciare la sua decisione sulla divisione della città”.

Teheran è ansiosa di impedire il ripetersi di nuove proteste, secondo quanto affermato da Reuters. L’agenzia di stampa fa riferimento agli avvenimenti iniziati il 28 dicembre 2017, quando in Iran è scoppiata un’ondata di proteste che, dalla città di Masshad, si era immediatamente diffusa in tutto il Paese. I motivi alla base delle proteste, avviate dalle classi più deboli a livello economico, tra cui molti giovani sotto i 25, erano il malcontento del popolo iraniano nei confronti della crisi economica e della presunta corruzione delle autorità del Paese. 

Il 4 gennaio era stata annunciata la fine all’insurrezione popolare da parte del comandante del Corpo delle guardie della rivoluzione iraniana, il maggiore generale Mohammad Ali Jafari. Secondo i dati aggiornati all’ottavo giorno delle proteste, gli scontri tra i manifestanti e le forze della sicurezza avevano causato la morte di 22 cittadini iraniani e l’arresto di almeno 450 persone soltanto nella capitale, mentre altre centinaia di manifestanti erano stati messi imprigionati in altre zone del Paese.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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