Europa: la Commissione propone soluzioni al ripristino delle sanzioni verso l’Iran

Pubblicato il 18 maggio 2018 alle 20:11 in Europa Iran

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La Commissione europea, su iniziativa del presidente Jean-Claude Juncker, ha proposto che i governi degli Stati membri dell’Unione facciano trasferimenti diretti di denaro alla banca centrale dell’Iran con lo scopo di aggirare le sanzioni statunitensi, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Reuters, venerdì 19 maggio. Questa manovra consentirebbe alle società europee di rimborsare l’Iran per le esportazioni di petrolio e rimpatriare gli investimenti iraniani in Europa, hadetto un alto funzionario dell’UE a Reuters. I dettagli tecnici ancora da definire riguardano come facilitare il pagamento del petrolio iraniano e come rimpatriare i fondi iraniani alla banca centrale dell’Iran.

Il commissario europeo per l’Energia, Miguel Arias Canete, discuterà la proposta con i funzionari iraniani a Teheran durante il suo viaggio previsto per il 19 e 20 maggio, ha riferito a Reuters un funzionario dell’Unione. Spetterà dunque ai governi dei Paesi membri prendere una decisione definitiva.

L’Unione europea è determinata a salvare il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), l’accordo sul nucleare iraniano firmato il 14 luglio 2015. Il futuro del patto è stato messo a repentaglio l’8 maggio, quando il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato il ritiro americano dall’accordo e il ripristino delle sanzioni contro l’Iran. In risposta alla decisione americana, il 16 maggio i leader europei si sono incontrati a Sofia e si sono impegnati a sostenere le Nazioni europee firmatarie dell’accordo, ovvero Germania, Regno Unito e Francia.

Altre misure che l’Unione potrebbe mettere in pratica per proteggere l’Iran dalle sanzioni statunitensi includono il ricorso allo “Statuto di blocco”, fino ad ora mai formalmente implementato. Questa norma è stata ideata nel 1996, quando gli Stati Uniti hanno cercato di penalizzare le compagnie straniere che commerciavano con Cuba negli anni ’90. Lo Statuto di blocco dell’Unione proibisce a qualsiasi società di un Paese membro di rispettare le sanzioni statunitensi e non riconosce alcuna sentenza giuridica che imponga le sanzioni americane.

La Commissione ha dichiarato di aver avviato il processo formale per attivare lo Statuto di blocco nei confronti delle sanzioni statunitensi a Teheran.

Un altro funzionario dell’Unione ha dichiarato che il regolamento di blocco delle sanzioni sarà operativo dal 5 agosto, un giorno prima che le sanzioni statunitensi entrino in vigore, a meno che il Parlamento europeo e i governi dell’Unione non lo respingano.

I piani della Commissione europea di attivare una legge che vieti alle compagnie europee di conformarsi alle sanzioni statunitensi contro l’Iran potrebbero avere un impatto significativo sulle società tedesche che operano negli Stati Uniti, ha detto l’associazione della Federazione delle Industrie Tedesche (BDI). Il presidente della BDI, Dieter Kempf, ha dichiarato a Reutersche la decisione del presidente degli Stati Uniti di ritirarsidall’accordo sul nucleare iraniano ha creato una significativa incertezza giuridica per le aziende tedesche. “L’economia europea fa le spese della strategia economica di Trump in Iran, ha affermato Kempf.

Una terza ipotesi proposta dalla Commissione consistenell’invito ai governi dell’Unione a avviare il processo legale per consentire alla Banca europea per gli investimenti (BEI) di finanziare progetti dell’Unione in Iran. In base a tale piano, la banca potrebbe garantire tali progetti attraverso il bilancio comune dell’Unione. La misura mira a incoraggiare le imprese europee a investire in Iran.

L’Unione europea, che è uno dei principali partner commerciale dell’Iran, ha cercato di investire miliardi di euro nella Repubblica islamica da quando il blocco dei 27, insieme alle Nazioni Unite e agli Stati Uniti, ha revocato le sanzioni economiche globali nel 2016. Di conseguenza, nello stesso anno, le esportazioni dell’Iran di carburanti e altri prodotti energetici principalmente verso l’Unione sono aumentate del 344% rispetto all’anno precedente, arrivando a 5,5 miliardi di euro (6,58 miliardi di dollari). Gli investimenti dell’Unione in Iran, fatti principalmente da Germania, Francia e Italia, hanno raggiunto un ammontare pari a oltre 20 miliardi di euro dal 2016, in progetti che spaziano dall’aerospaziale all’energia.

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di Redazione

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