Corea del Nord: rifiutati i giornalisti sudcoreani a Punggye-ri

Pubblicato il 18 maggio 2018 alle 18:00 in Corea del Nord Corea del Sud

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La Corea del Nord ha rifiutato di accettare la lista di giornalisti proposta dal governo di Seoul per prendere parte direttamente alla chiusura del sito nucleare nordcoreano di Punggye-ri, prevista tra il 23 e il 25 maggio.

Il ministero sudcoreano per l’Unificazione ha cercato di inviare la lista di giornalisti, venerdì 18 maggio, attraverso il canale di comunicazione diretto con la Corea del Nord, situato nel villaggio di confine di Panmunjom. Tuttavia, il governo di Pyongyang ha rifiutato tale lista senza fornire spiegazioni precise in merito alla sua decisione.

L’annuncio dello smantellamento del sito nucleare di Punggye-ri era stato rilasciato dal ministero degli Affari Esteri nordcoreano, domenica 13 maggio, in un comunicato pubblicato dall’agenzia di stampa nordcoreana KCNA Watch. All’interno del comunicato, inoltre, si precisava la volontà del leader Kim Jong Un di permettere ad un gruppo ristretto di giornalisti provenienti da Corea del Sud, Stati Uniti, Cina, Russia e Gran Bretagna di partecipare all’evento.

La decisione di Pyongyang era stata accolta favorevolmente dagli attori internazionali coinvolti come un gesto di apertura ed ulteriore distensione a seguito delle intese raggiunte durante lo storico incontro del 27 aprile tra il leader Kim Jong Un e il presidente della Corea del Sud, Moon Jae-In.

Il clima propositivo della Corea del Nord, tuttavia, sembra essersi interrotto a seguito della minaccia, avanzata da Pyongyang, di ritirarsi dall’incontro previsto con gli Stati Uniti il 12 giugno a Singapore. Secondo quanto riportato martedì 15 maggio dall’agenzia di stampa nordcoreana KCNA Watch, il primo viceministro della Corea del Nord, Kim Kye Gwan, aveva pubblicato un comunicato in cui aveva messo in guardia il governo di Washington sulla possibilità che Pyongyang si ritiri dal summit previsto per il 12 giugno a Singapore qualora gli Stati Uniti decidano di aumentare la pressione sul Paese affinché abbandoni totalmente il suo programma nucleare.

“Se l’obiettivo degli Stati Uniti consiste nel costringere il nostro Paese ad abbandonare unilateralmente il proprio programma nucleare, allora potremmo non essere più interessati a proseguire un dialogo con Washington”, aveva dichiarato il primo viceministro della Corea del Nord, Kim Kye Gwan.

Oltre alle critiche rivolte nei confronti della pressione statunitense, il governo nordcoreano ha denunciato le esercitazioni militari congiunte tra Corea del Sud e Stati Uniti, 2018 Max Thunder, iniziate l’11 maggio come simulazione di un attacco preventivo contro Pyongyang. Infine, la possibilità che la Corea del Sud svolga il ruolo di mediatrice tra Corea del Nord e Stati Uniti è stata posta in discussione a seguito dei commenti rilasciati dal presidente del Comitato nordcoreano per la pacifica riunificazione della penisola, Ri Son Gwon.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Alice Barberis

di Redazione

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