USA e Paesi del Golfo: sanzioni contro il terrorismo a Hezbollah

Pubblicato il 17 maggio 2018 alle 18:20 in Arabia Saudita USA e Canada

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Gli Stati Uniti e gli Stati del Golfo hanno imposto sanzioni contro il terrorismo nei confronti di Hezbollah. Le misure colpiranno il leader, Hassan Nasrallah, e altri esponenti di spicco del gruppo sciita libanese.

Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha annunciato le misure restrittive in una dichiarazione il 16 maggio, un giorno dopo l’imposizione di sanzioni economiche sul capo della banca centrale iraniana, proprio a causa delle accuse di finanziamento a Hezbollah.

Le sanzioni contro la leadership di Hezbollah sono state coordinate da un partenariato nordamericano denominato “Terrorist Financing and Targeting Centre” (TFTC), che è stato costituito il 19 maggio del 2017, in occasione della visita del presidente americano Trump in Arabia Saudita. Bahrain, il Kuwait, l’Oman, il Qatar e gli Emirati Arabi Uniti sono membri del gruppo insieme agli Stati Uniti e Arabia Saudita e hanno accettato di condividere informazioni sul finanziamento del terrorismo.

Inoltre, nella giornata del 17 maggio, l’Arabia Saudita e altri membri del Consiglio di cooperazione del Golfo hanno collocato 10 leader di Hezbollah nella propria lista dei terroristi. Gli Stati del Golfo hanno anche sanzionato 4 comitati del movimento e hanno ordinato il congelamento dei beni e dei conti bancari di questi ultimi. Già l’11 Marzo del 2016, Lega Araba aveva ufficialmente definito Hezbollah un’organizzazione terroristica.

“Il TFTC ha dimostrato ancora una volta la sua grande utilità nel campo della sicurezza internazionale, interrompendo l’influenza destabilizzante di Iran e Hezbollah nella regione”, si legge nel comunicato, che aggiunge “le nostre nazioni hanno respinto collettivamente la falsa distinzione tra un cosiddetto ‘Hezbollah politico’ e l’Hezbollah del complotto terroristico globale”. La maggior parte degli esponenti di Hezbollah erano già sotto pesanti sanzioni statunitensi, imposte il 26 ottobre 2017.

The New Arab sottolinea che l’iniziativa del TFTC rappresenta un’azione congiunta tra il Qatar e il blocco dei Paesi del Golfo, guidato dai sauditi. Questi Paesi, insieme all’Egitto, hanno interrotto dal 5 giugno 2017 le relazioni diplomatiche con Doha, accusando le sue autorità di sostenere e finanziare le organizzazioni terroristiche sciite. Dall’altra parte, il Qatar ha sempre respinto le accuse, dichiarandosi disponibile ad avviare un dialogo diretto per risolvere la crisi.

Dal punto di vista americano, tali decisione fanno parte della strategia USA di contrasto all’Iran, dal momento che il Paese è uno dei principali finanziatori della milizia libanese. Le sanzioni contribuiranno a peggiorare i rapporti tra Teheran e Washington, già fortemente in crisi dopo l’annuncio del presidente Trump dell’abbandono dell’accordo sul nucleare iraniano, Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), concluso dall’Iran e dai cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu più la Germania, il 14 luglio 2015. La sospensione dell’accordo avrà come conseguenza la reintroduzione di tutte le sanzioni imposte ai paesi che investono in Iran.  

Dal punto di vista dell’Arabia Saudita, la decisione si inserisce nel contesto dell’escalation delle tensioni con l’Iran, in particolare in relazione alla guerra civile in Yemen. Riad e Teheran sostengono parti avverse nel conflitto yemenita. L’Arabia Saudita è entrata direttamente nella guerra civile il 26 marzo 2015, a capo della coalizione araba, che combatte al fianco del presidente Rabbo Mansour Had, destituito con un colpo di stato il 22 gennaio 2015, ma tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale. Dall’altra parte, l’Iran fornisce di nascosto armi agli Houthi, i ribelli yemeniti che rivendicano la legittimità al potere.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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