UE: Balcani occidentali e nucleare iraniano al summit di Sofia

Pubblicato il 17 maggio 2018 alle 8:52 in Balcani Europa

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Il processo di allargamento dell’Unione Europea ai Balcani occidentali e l’accordo sul nucleare iraniano dopo il ritiro degli Stati Uniti saranno i temi principali del summit dei leader europei che si terrà a Sofia, venerdì 17 maggio. Secondo quanto riportato da EU Observer, la dichiarazione finale del summit ribadirà il sostegno dei leader europei nei confronti del processo di adesione all’Unione dei Paesi dei Balcani occidentali. Ad avviso del  quotidiano, una dichiarazione congiunta ed uniforme da parte dei 28 leader europei sarebbe necessaria per contrastare l’avanzamento dell’influenza russa, turca e saudita nella regione, facilitata dall’assenza delle istituzioni europee per un lungo periodo di tempo. Ricordiamo che, attualmente, i Paesi candidati all’adesione sono Turchia, Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia, Albania, Montenegro e Serbia. Sono invece candidati potenziali, che ancora non soddisfano i criteri necessari, la Bosnia e Erzegovina e il Kosovo.

In un’intervista rilasciata a EU Observer, il ministro degli Esteri albanese, Ditmir Bushati, ha affermato che la Russia sta agendo per evitare che si concretizzi l’adesione dei Paesi balcanici alla NATO e all’Unione Europea. Secondo altre fonti, Putin starebbe cercando di incentivare il nazionalismo di tali Stati in modo da renderli meno stabili e meno idonei all’adesione alla UE, determinandone così il respingimento da parte dei membri dell’organizzazione sovranazionale europea. Il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, invece aveva già espresso, il 19 febbraio, la preoccupazione che il continuo porre ai Paesi balcanici, da parte di Bruxelles, la questione della scelta tra UE e Russia potesse avere effetti controproducenti sulla stabilità della regione stessa.

Tuttavia, la situazione dei Balcani occidentali non sarà l’unico tema del summit. Ad inserire all’ordine del giorno la questione del ritiro degli Stati Uniti dal Joint Comprehensive Plan of Action (JPCOA), ci ha pensato il presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, il quale ha definito il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, “un cattivo amico dell’Europa che agisce con una assertività capricciosa”. “Siamo grati a  Trump in quanto ci ha fatto realizzare che se ti serve una mano, puoi trovarne una alla fine del tuo braccio”, ha dichiarato Tusk a dei reporter a Sofia dove si è recato in occasione del summit. Il presidente del Consiglio Europeo ha altresì affermato che l’Unione deve fare tutto ciò che è in suo potere per preservare il legame con la Casa Bianca, ma allo stesso tempo deve prepararsi ad affrontare quegli scenari in cui si ritroverà da sola. Intanto, il 14 maggio i ministri degli Esteri francese, inglese, tedesco e della Commissione Europea si sono incontrati per discutere delle possibilità di mantenimento dell’accordo sul nucleare iraniano anche dopo il ritiro degli USA.

Al summit di Sofia tuttavia, secondo quanto riportato da Euronews, non parteciperà il primo ministro spagnolo, Mariano Rajoy, in quanto al vertice sarà presente anche il presidente del Kosovo, Hashim Taci. Il Kosovo si è dichiarato indipendente dalla Serbia il 17 febbraio del 2008, ma Madrid non lo ha mai riconosciuto ufficialmente. Il governo madrileno si trova difatti a confrontarsi con i movimenti indipendentisti catalani, e pertanto ha assunto una politica di rigetto verso tutti i separatismi.

 

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di Redazione

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