Il Parlamento inglese solleva la questione della crisi anglofona in Camerun

Pubblicato il 17 maggio 2018 alle 17:21 in Camerun UK

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La Camera dei Comuni del Parlamento inglese ha discusso, giovedì 17 maggio, la situazione della crisi anglofona in Camerun richiedendo al governo spiegazioni. La questione è stata sollevata dal deputato, membro del partito laburista di Newport East, Jessica Morden, la quale ha chiesto risposte sul problema della sicurezza per gli abitanti anglofoni del Camerun e sulla conseguente crisi dei rifugiati nel Paese centro-africano.

La domanda è stata rivolta direttamente al ministro britannico per l’Africa, Harriet Baldwin, insieme alla richiesta di avviare al più presto un processo significativo per risolvere la questione e porre fine alle violenze. In risposta, Baldwin ha ribadito che la posizione del governo inglese è quella di avviare un dialogo inclusivo tra la maggioranza francofona e la minoranza anglofona dello Stato africano al fine di cessare le ostilità, soprattutto in vista delle elezioni presidenziali in programma alla fine del 2018. In occasione della seduta parlamentare, il ministro ha dichiarato: “Sono lieto che la deputata Jessica Morden abbia portato questa delicata questione all’Ordine del Giorno per discuterne, qui, alla Camera dei Comuni. Si tratta di un problema serio, ci sono violenze da tutte le parti in Camerun, siamo estremamente preoccupati per la situazione. Stiamo incoraggiando il governo e tutti i camerunensi a partecipare al processo di dialogo inclusivo. È un anno elettorale e questo deve trascorrere senza che ci sia ricorso alla violenza “.

Baldwin, che è deputato del West Worchestershire e ricopre anche la carica di sottosegretario presso l’Ufficio degli Esteri e del Commonwealth (FCO) aveva già incitato al dialogo durante una visita, nel febbraio 2018, nel Paese africano. In quell’occasione, aveva visitato la capitale di una regione nel sud-ovest del Camerun, Buea, e aveva incontrato diversi esponenti delle parti interessate. In un tweet, accompagnato da una foto dell’evento, aveva annunciato: “Importante visita a Buea, nella zona anglofona sudoccidentale, ascoltando dalla popolazione locale l’impatto della disputa in corso e l’urgente necessità di dialogo”.

In Camerun, da quando le regioni anglofone, situate a nord-ovest e sud-ovest, hanno cominciato a battersi, nel novembre 2016, contro le discriminazioni operate dal governo del Paese, a maggioranza francofona, il numero delle forze di sicurezza e gli interventi militari per fronteggiare la crisi sono aumentati, secondo i dati di Amnesty International. Nel corso dei due anni passati, più di 25 soldati sono morti in una serie di raid per cercare di ottenere l’indipendenza. Migliaia di abitanti di quelle aree sono stati costretti a rifugiarsi nelle foreste vicine o in Nigeria.

Le tensioni nel Paese si sono aggravate quando, il primo ottobre 2017, i separatisti hanno proclamato l’indipendenza dell’Ambazonia, conosciuta anche come Camerun britannico del Sud, e creato un governo provvisorio, osteggiato dal presidente Paul Biya. Nonostante alcuni tentativi di mediazione tra il governo e i gruppi secessionisti, nessuna azione concreta è stata ancora intrapresa.

Le radici della divisione linguistica nello Stato africano risalgono alla fine della Prima Guerra Mondiale, quando la Società delle Nazioni decise di spartire il Camerun, ex colonia tedesca, tra i vincitori inglesi e francesi. Quando la Repubblica del Camerun ottenne l’indipendenza dalla Francia nel 1960, il Camerun del sud, sotto la dominazione inglese, si unì ad essa. Tuttavia, le politiche delle autorità centrali hanno sempre pesato sulla minoranza anglofona, che costituisce circa il 20% della popolazione e si sente emarginata culturalmente ed economicamente.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Chiara Gentili

di Redazione

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