Morti a Gaza: la Turchia espelle ambasciatore israeliano

Pubblicato il 17 maggio 2018 alle 6:00 in Israele Turchia

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La Turchia ha ordinato al console generale israeliano di tornare in Israele “per qualche tempo”, secondo quanto riferito dal ministero degli Esteri turco, a seguito delle violenze avvenute nella giornata del 14 maggio al confine tra Gaza e Israele, risultate in almeno 60 vittime palestinesi.

Il presidente Tayyip Erdogan ha definito gli avvenimenti del 14 maggio un genocidio e ha definito Israele uno Stato terrorista. Il governo turco ha dichiarato tre giorni di lutto, ha espulso l’ambasciatore israeliano, Eitan Naveh, e ha richiamato i propri ambasciatori da Tel Aviv e Washington.

Israele ha protestato contro quello che ha definito il “trattamento indecoroso” del proprio ambasciatore espulso, il quale è stato mostrato dai media turchi mentre veniva perquisito dagli addetti alla sicurezza dell’aeroporto di Istanbul. In risposta a tale trattamento, il ministero degli Esteri israeliano ha dichiarato di aver convocato l’incaricato d’affari dell’ambasciata turca. Al momento, l’ambasciatore turco in Israele non si trova a Tel Aviv poiché è stato richiamato ad Ankara per consultazioni.

Israele ha espulso il console generale turco a Gerusalemme e i leader dei due Paesi si sono scambiati messaggi accesi su Twitter. “Netanyahu è il primo ministro di uno Stato di apartheid che ha occupato le terre di un popolo indifeso per 60 anni in violazione delle risoluzioni delle Nazioni Unite”, ha scritto su Twitter Erdogan. “Ha le mani sporche del sangue dei palestinesi e non può nascondere i propri crimini attaccando la Turchia. Vuoi una lezione di umanità? Leggi i 10 comandamenti “, ha aggiunto. In una dichiarazione di risposta, Netanyahu ha scritto che “Erdogan è tra i maggiori sostenitori di Hamas e non c’è dubbio che egli comprenda bene il terrorismo e il massacro. Suggerisco di non predicare la moralità nei nostri confronti”.

Il 15 maggio, la Turchia aveva già esortato i Paesi islamici a rivedere i propri legami con Israele a seguito degli avvenimenti di Gaza del 14 maggio e ha richiesto un “vertice straordinario” dell’Organizzazione della cooperazione islamica (OIC) per venerdì 18 maggio. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan detiene attualmente la presidenza di turno dell’organizzazione. “Il mondo islamico dovrebbe muoversi come uno, con una sola voce, contro questo massacro”, ha dichiarato il primo ministro turco Binali Yildirim in Parlamento.

Erdogan ha sempre ritenuto centrale l’importanza della questione palestinese e il 13 dicembre 2017 aveva ospitato un vertice dell’OIC a Istanbul, per denunciare la decisione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele. L’attuale disputa tra le due potenze regionali segna la crisi diplomatica peggiore dall’assalto dei marines israeliani a una nave umanitaria, per assicurare il rispetto del blocco navale di Gaza del 2010. In quell’occasione le forze israeliane avevano ucciso 10 attivisti turchi e provocato una rottura dei legami diplomatici che è durata fino al 28 giugno del 2016, data della forma dell’accordo di riconciliazione tra i due Paesi.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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