Lega Araba: riunione straordinaria sui morti a Gaza

Pubblicato il 17 maggio 2018 alle 12:30 in Egitto Israele Palestina

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I ministri degli Esteri della Lega Araba terranno una riunione d’emergenza al Cairo, giovedì 17 maggio, per discutere delle violenze avvenute nella giornata del 14 maggio al confine tra Gaza e Israele, che hanno provocato più di 60 vittime palestinesi.

I delegati permanenti dei Paesi membri della Lega si sono incontrati, mercoledì 16 maggio, per preparare il meeting. Il convegno è stato presieduto dall’ambasciatore saudita in Egitto, Osama Nugali. Durante l’incontro, il segretario generale della Lega Araba, Ahmed Abul Gheit, ha definito “vergognosi” i Paesi che stanno celebrando l’apertura dell’ambasciata statunitense a Gerusalemme, definendo quanto accaduto “una chiara e grave violazione del diritto internazionale e delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’ONU”. In seguito, ha invitato gli altri Paesi ad astenersi dal prendere qualsiasi iniziativa che possa “ledere i diritti del popolo palestinese”.

L’incontro “straordinario” con i ministri, previsto per il pomeriggio di giovedì 17 maggio, è stato espressamente richiesto dal governo dell’Arabia Saudita, sul tema “dell’aggressione israeliana contro il popolo palestinese”. Il vicesegretario generale della Lega, Hossam Zaki, ha riferito ad alcuni giornalisti che presenterà un “progetto di risoluzione”, contenente le posizioni politiche dei Paesi che supportano la resistenza palestinese e che si oppongono alla decisione USA di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele.

Tale decisione era stata annunciata dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il 6 dicembre 2017. In seguito al trasferimento dell’ambasciata americana a Gerusalemme, inaugurata lunedì 14 maggio, centinaia di manifestanti palestinesi si sono riuniti presso la barriera che separa la Striscia di Gaza da Israele. In risposta, l’esercito israeliano ha aperto il fuoco, utilizzando anche lacrimogeni e bombe incendiarie.

Lo spostamento delle sedi diplomatiche sancisce il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele. Sia i palestinesi, sia Israele, ambiscono a proclamare la città capitale del proprio Stato, in quanto costituisce un sito religioso fondamentale sia per i musulmani sia per gli ebrei. A seguito della guerra arabo-israeliana del 1948, Gerusalemme era stata suddivisa in due zone, quella occidentale, controllata da Israele e abitata prevalentemente dalla popolazione ebraica, e quella orientale, sotto il controllo della Giordania, abitata principalmente dalla popolazione araba. In seguito alla guerra dei Sei Giorni del 1967, Gerusalemme est è stata occupata da Israele. Il Paese ha poi esteso la propria sovranità sulla città nel 1980, proclamando unilateralmente Gerusalemme come capitale di Israele tramite l’approvazione di una “legge fondamentale”. Tale passaggio, tuttavia, non è mai stato riconosciuto dalla comunità internazionale. Ad oggi, la Città Santa dovrebbe costituire un territorio internazionalizzato, secondo il piano di spartizione dell’ONU del 1947.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Federica Patanè

di Redazione

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