Germania: la Merkel difende l’accordo sul nucleare

Pubblicato il 17 maggio 2018 alle 10:59 in Germania Iran

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La cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha criticato l’uscita degli Stati Uniti dall’accordo sul nucleare iraniano firmato il 14 luglio 2015, in una dichiarazione del 16 maggio, durante un discorso di fronte ai deputati del Bundestag, il Parlamento federale tedesco.

Nell’occasione, la Merkel ha affermato: “Questo accordo è tutto tranne che ideale, ma l’Iran è rimasto fedele ai suoi impegni, secondo tutte le informazioni che arrivano delle autorità nucleari internazionali.” L’accordo sul nucleare iraniano, Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), è stato concluso dall’Iran e dai cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu, quali USA, Inghilterra, Francia, Russia, Cina e in più la Germania, il 14 luglio 2015. Tale accordo prevedeva la sospensione di tutte le sanzioni nucleari imposte precedentemente contro l’Iran dall’Unione Europea, dall’Onu e dagli USA, in cambio della limitazione delle attività nucleari da parte del Paese mediorientale.

Fin dalla propria campagna elettorale, il presidente americano, Donald Trump, si è schierato contro l’accordo, definendolo “un disastro”, affermando di volerne uscire al più presto. Ne è conseguito che, il 13 settembre 2017, il leader della Casa Bianca aveva annunciato la de-certificazione del JCPOA, incaricando il Congresso di modificare la legislazione relativa, al fine di contrastare più efficacemente il programma missilistico iraniano, in quanto il patto non impedisce all’Iran di testare missili. L’Unione Europea si era subito schierata a favore dell’accordo nucleare, andando contro alla decisione del presidente americano che, il 12 gennaio 2018 ha deciso di certificare l’accordo nuovamente, ma “per l’ultima volta”. Infine, l’8 maggio, ha annunciato la fuoriuscita degli Stati Uniti. Tra le argomentazioni sottolineate dal leader della Casa Bianca c’è il fatto che l’accordo non comprende la regolamentazione dei missili balistici iraniani, non regola il ruolo dell’Iran nelle guerre regionali e non stabilisce ciò che accadrà dopo che il patto avrà esaurito la propria valenza temporale, nel 2025.

I principali Paesi europei condividono le preoccupazioni di Trump, ma sostengono che l’accordo sia il modo migliore per impedire all’Iran di ottenere un’arma atomica. Durante l’annuncio del ritiro statunitense dal patto sul nucleare, Trump ha anche annunciato di avere in programma il ripristino delle sanzioni sollevate a causa dell’accordo. A conferma di ciò, martedì 15 maggio, il Tesoro degli Stati Uniti ha imposto sanzioni al governatore della banca centrale iraniana e a una banca con sede in Iraq.

Il governo iraniano ha commentato che le nuove sanzioni statunitensi sono un tentativo di far deragliare gli sforzi internazionali per salvare l’accordo. L’agenzia di stampa Fars ha citato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Bahram Qasemi, il quale ha affermato che, “con tali misure distruttive, il governo americano sta cercando di influenzare la volontà e la decisione dei restanti firmatari del patto”. L’Iran ha altresì descritto le sanzioni illegali e ha avvertito che se i colloqui per salvare l’accordo fallissero, porterebbe il programma nucleare a un livello più avanzato di prima.

Secondo il presidente iraniano, Hassan Rouhani, probabilmente, Trump si aspettava che Teheran lasciasse l’accordo dopo il ritiro degli Stati Uniti ma, al contrario, l’Iran sta cercando di salvarlo in collaborazione con i restanti firmatari. “Trump ha giocato la sua prima carta, ma ha calcolato male la seconda mossa”, ha dichiarato Rouhani all’agenzia ISNA. Ha poi aggiunto che l’Iran non si arrenderà alle pressioni degli Stati Uniti.

Tuttavia, il principale consigliere del leader supremo dell’Iran, Ali Khamenei, ha affermato di dubitare che i colloqui di Teheran con le nazioni europee per salvare l’accordo avranno successo. “Dubito che i colloqui con gli europei saranno fruttuosi. Spero che vedremo buoni risultati, ma …. dovremmo diventare autosufficienti”, ha riferito Ali Akbar Velayati all’agenzia di stampa Fars.

Le potenze europee hanno promesso di sostenere l’accordo, ma hanno ammesso che avrebbero faticato per fornire le garanzie che Teheran cerca. I ministri degli Esteri britannici, francesi e tedeschi si sono incontrati martedì 15 maggio a Bruxelles per confrontarsi su come salvare l’accordo nucleare senza gli Stati Uniti. Lo scopo dell’incontro sarà far sì che le loro compagnie possano continuare a fare affari con l’Iran una volta che Washington inizierà a reimporre le sanzioni.

Il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, ha affermato che il suo incontro con i funzionari dell’Unione Europea a Bruxelles è stato un buon inizio, ma desidera vedere la concretizzazione delle garanzie di cui hanno discusso. Gli europei e gli iraniani hanno incaricato esperti di elaborare rapidamente le misure che permetterebbero all’accordo do rimanere operativo, e si incontreranno di nuovo a Vienna la prossima settimana.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

di Redazione

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