Gaza: raid aereo di Israele contro postazioni di Hamas

Pubblicato il 17 maggio 2018 alle 13:50 in Israele Palestina

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Israele ha lanciato una serie attacchi aerei contro diverse postazioni di Hamas nella parte settentrionale della Striscia di Gaza, nella prima mattina del 17 maggio.

L’esercito israeliano ha dichiarato di aver effettuato l’attacco aereo notturno contro una precisa struttura di Hamas a Gaza, a seguito di un’aggressione da parte dell’organizzazione palestinese nella giornata precedente. Il 16 maggio, i carri armati israeliani avevano già aperto il fuoco contro tre postazioni di Hamas a Gaza, come risposta ai colpi di arma da fuoco che, secondo quanto riportato dall’esercito israeliano, avevano bersagliato i soldati israeliani al confine tra Israele e la Striscia, danneggiando un edificio nella città israeliana di Sderot.

“L’esercito israeliano ha colpito obiettivi appartenenti a Hamas nella parte settentrionale della Striscia di Gaza, comprese le infrastrutture terroristiche e le strutture per la produzione di armi”, hanno affermato i militari israeliani in una dichiarazione. Fonti palestinesi hanno confermato che gli attacchi hanno preso di mira posizioni appartenenti all’ala militare di Hamas, le Brigate al-Qassam, nella Città di Gaza. Un palestinese è rimasto ferito durante gli scontri.

 

In seguito, gli aerei israeliani hanno preso di mira una nave situata nelle acque a ovest della città di Gaza, che apparterebbe alle Brigate di al-Qassam, riferisce The New Arab. Secondo i media locali, le difese anti-aeree palestinesi hanno respinto gli aerei israeliani. Tali informazioni, tuttavia, non sono state verificate.

 

Le tensioni nella Striscia di Gaza si inseriscono nel contesto di scontri delle ultime sette settimane. Il picco della violenza si è toccato nella giornata del 14 maggio, penultimo giorno delle manifestazioni palestinesi, note anche con il nome di Marcia del Ritorno, iniziate venerdì 30 marzo.  Almeno 62 palestinesi hanno perso la vita durante le proteste presso la barriera che separa la Striscia di Gaza da Israele. L’esercito israeliano ha aperto il fuoco sui manifestanti e ha utilizzato lacrimogeni e bombe incendiarie, secondo quanto riportato dal quotidiano arabo Al-Jazeera English. L’intensificarsi delle violenze è coinciso con il giorno del trasferimento dell’ambasciata americana a Gerusalemme, la cui inaugurazione è avvenuta lunedì 14 maggio.

 

Il Consiglio di sicurezza dell’Onu si è riunito in una sessione straordinaria a New York per discutere le violenze il 15 maggio. Molti membri hanno richiesto un’indagine indipendente sulle violenze, mentre l’ambasciatrice americana presso le Nazioni Unite, Nikki Haley, ha dichiarato che Israele ha agito con “moderazione”. Da parte sua, Israele ha affermato che i propri soldati stavano difendendo i confini e ha accusato a sua volta i militanti di Hamas di aver tentato un attacco al Paese mascherandolo dietro le proteste.

 

Il rappresentante palestinese all’Onu, Riyad Mansour, ha esortato il Consiglio a condannare le uccisioni, a sostenere un’indagine e obbligare Israele a mettere fine alla chiusura della Striscia di Gaza. secondo il rappresentante Onu per il Medio Oriente, Nikolai Mladenov, le uccisioni non avrebbero avuto alcuna giustificazione. Mladenov ha invitato Israele a un uso proporzionato della forza e all’utilizzo di armi letali solo in ultima istanza. Tale messaggio è stato condiviso ed espresso anche dai membri europei del Consiglio che, in una dichiarazione congiunta sottoscritta a seguito dell’incontro, hanno concordato che Hamas deve astenersi dalle “provocazioni”, ma anche che i soldati israeliani devono esercitare “la massima moderazione” nell’uso di armi letali.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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