UK: May non trasferirà l’ambasciata a Gerusalemme

Pubblicato il 16 maggio 2018 alle 6:30 in Europa UK

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Secondo quanto riportato da The New Arab, il 14 maggio un portavoce di Theresa May ha dichiarato ad alcuni reporter che il Regno Unito non ha alcuna intenzione di spostare l’ambasciata britannica in Israele da Tel Aviv a Gerusalemme, e che il governo in inglese non supporta la posizione del presidente statunitense, Donald Trump. “La premier May si era già dichiarata in disaccordo con la controparte statunitense a dicembre, quando gli Stati Uniti avevano comunicato la scelta di spostare la propria ambasciata a Gerusalemme e di riconoscere quest’ultima come capitale dello Stato ebraico” ha affermato il portavoce.

La decisione di Trump, annunciata il 6 dicembre ed accolta favorevolmente dal Primo ministro israeliano, Binyamin Netanyahu, era stata rigettata da una risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, approvata il 21 dicembre con 128 voti favorevoli. Ricordiamo che nel diritto internazionale Gerusalemme Est è riconosciuta come territorio palestinese occupato. Fino ad ora era consolidata l’idea che lo status di Gerusalemme dovesse essere oggetto di un accordo finale tra israeliani e palestinesi.

Le dichiarazione del portavoce della May sono state rilasciate lo stesso giorno in cui è stata inaugurata la nuova ambasciata statunitense a Gerusalemme, alla presenza di Ivanka Trump e Jared Kushner, lunedì 14 maggio. Allo stesso tempo, sono scoppiate proteste a Gaza, che hanno causato almeno 60 morti e 2700 feriti tra i palestinesi. Le proteste si inseriscono nel contesto delle manifestazioni, note anche con il nome di Marcia di Ritorno, che sono iniziate venerdì 30 marzo 2018. A partire da quella data, il conto delle vittime di queste proteste, durate sette settimane, è di 109 palestinesi.

In sostegno dei palestinesi e contro le violenze di Israele, sono state organizzate delle proteste a Londra, il 15 maggio, da parte di alcuni gruppi britannici a sostegno dei diritti umani. Tali proteste, secondo quanto affermato da questi gruppi e riportato da The New Arab, avrebbero l’obiettivo di spingere il governo britannico ad intraprendere delle misure significative. “Nonostante Israele abbia la responsabilità ultima del massacro di protestanti palestinesi pacifici, la colpa di tutto ciò ricade anche su tutti gli altri governi che non hanno intrapreso alcuna azione per fermare le uccisioni”, ha affermato Ben Jamal, direttore di Palestine Solidarity Campaign and Stop the War, un gruppo britannico a sostegno dei palestinesi e che ha partecipato alle proteste di Londra. Da parte sua, Netanyahu ha difeso le proprie forze di sicurezza, affermando che tutti gli Stati hanno l’obbligo di proteggere i propri confini. “L’Organizzazione terroristica Hamas ha dichiarato la sua intenzione di distruggere Israele e manda migliaia di persone per distruggere i confini. Noi continueremo ad agire con determinazione per difendere la nostra sovranità ed i nostri cittadini”, ha dichiarato il premier israeliano.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

di Redazione

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