Stati Uniti sperano ancora di poter incontrare la Corea del Nord

Pubblicato il 16 maggio 2018 alle 19:30 in Corea del Nord USA e Canada

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Nonostante la minaccia avanzata dalla Corea del Nord di ritirarsi dal dialogo con gli Stati Uniti, il governo di Washington ha ancora speranze di poter realizzare l’incontro previsto il 12 giugno a Singapore tra il leader nordcoreano, Kim Jong Un, e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

“Siamo speranzosi che l’incontro previsto tra i due leader abbia luogo e continueremo i preparativi in vista del summit. Tuttavia, siamo consapevoli che la strada da percorrere è lunga e complessa. Potrebbe trattarsi di negoziazioni complicate ma il presidente Trump è pronto ad affrontare qualsiasi eventualità. Qualora l’incontro dovesse saltare, infine, gli Stati Uniti manterranno la massima pressione sulla Corea del Nord attraverso le sanzioni”, ha dichiarato Sarah Sanders, portavoce del governo di Washington, mercoledì 16 maggio.

Secondo quanto riportato martedì 15 maggio dall’agenzia di stampa nordcoreana KCNA Watch, il primo viceministro della Corea del Nord, Kim Kye Gwan, ha pubblicato un comunicato in cui ha messo in guardia il governo di Washington sulla possibilità che Pyongyang si ritiri dal summit previsto per il 12 giugno a Singapore qualora gli Stati Uniti decidano di aumentare la pressione sul Paese affinché abbandoni totalmente il suo programma nucleare.

“Se l’obiettivo degli Stati Uniti consiste nel costringere il nostro Paese ad abbandonare unilateralmente il proprio programma nucleare, allora potremmo non essere più interessati a proseguire un dialogo con Washington”, ha dichiarato il primo viceministro della Corea del Nord, Kim Kye Gwan.

Il governo di Pechino, in qualità di principale alleato della Corea del Nord, ha esortato Pyongyang e Washington a continuare i preparativi per lo svolgimento del summit previsto per il 12 giugno a Singapore. “La situazione nella penisola coreana ha visto un sensibile miglioramento. Tuttavia, l’unico modo per poter consolidare questo miglioramento, contribuendo alla pace e alla stabilità nella regione, è attraverso lo svolgimento di un dialogo diretto ad alti livelli tra tutte le parti coinvolte, compresi gli Stati Uniti”, ha sostenuto Lu Kang, portavoce del ministero degli Affari Esteri cinese.

La minaccia presentata dal governo di Pyongyang è stata interpretata da alcuni analisti internazionali come una strategia volta a ridefinire i termini del dibattito. “Si tratta di una tattica diplomatica di rischio calcolato per modificare la posizione degli Stati Uniti. Dopo aver normalizzato i rapporti con l’alleato storico cinese ed essersi assicurato un adeguato supporto economico, il leader nordcoreano Kim Jong Un potrebbe cercare di modificare la richiesta di denuclearizzazione completa della penisola imposta da Washington”, ha sottolineato Kim Hyun-wook, professore presso l’Accademia Diplomatica Nazionale Coreana.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Alice Barberis

di Redazione

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