Siria: le forze di Assad riconquistano il pieno controllo di Homs

Pubblicato il 16 maggio 2018 alle 17:05 in Medio Oriente Siria

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Le forze del regime siriano hanno riconquistato il pieno controllo dell’ultima enclave ribelle nella provincia di Homs, dopo l’evacuazione di migliaia di combattenti e civili, a seguito dell’accordo con i ribelli raggiunto il 2 maggio. Questo è quanto dichiarato da un funzionario alla televisione di Stato siriana nella giornata del 15 maggio.

 

Secondo i media di Stato, oltre 27.000 civili e uomini armati hanno abbandonato la campagna settentrionale di Homs nei giorni scorsi. Le forze di sicurezza siriana hanno iniziato a schierarsi nei territori rurali del nord di Homs, ripristinando il controllo del regime. “Dichiariamo che abbiamo sconfitto il terrorismo nella provincia di Homs”, ha affermato un agente di sicurezza siriano alla televisione di Stato Al-Ikhbariya, aggiungendo che, “a partire da oggi, la vita nelle campagne del nord di Homs comincerà a tornare alla normalità”.

 

Al-Ikhariya ha mostrato le forze del governo siriano nell’atto di innalzare la bandiera ufficiale del Paese su un edificio di un villaggio nel nord di Homs. Secondo quanto riportato da The New Arab, i video condivisi sui social media avrebbero mostrato veicoli che esibivano bandiere russe che accompagnavano il dispiegamento delle forze governative siriane. L’accordo con i ribelli per l’evacuazione di Homs, concordato grazie alla mediazione della Russia, prevede la presenza di polizia militare russa nei territori interessati per un periodo di 6 mesi, con possibilità di estensione. Si tratterebbe di una condizione richiesta dai ribelli, come garanzia del fatto che i soldati governativi non si vendicheranno contro la popolazione sunnita che rimarrà nel territorio.

 

La riconquista di tali territori rappresenta un’enorme vittoria per il governo del presidente siriano Bashar Al-Assad, considerando che i ribelli avevano avuto il controllo dell’Homs rurale settentrionale per anni.

 

L’accordo, inoltre, è stato stipulato pochi giorni dopo la liberazione delle ultime roccaforti dei ribelli intorno a Damasco. Già durante la giornata dell’8 maggio, centinaia di ribelli hanno iniziato ad abbandonare i territori di Homs e Hama quando il primo convoglio di autobus, con a bordo centinaia di ribelli, insieme alle loro famiglie, accompagnati dalla polizia militare russa, è partito dal territorio.

 

Dopo la liberazione del territorio del Ghouta orientale da parte delle forze governative siriane, avvenuta il 12 aprile, l’esercito siriano, fedele al presidente Assad, sta continuando a combattere nel territorio a sud della capitale, che comprende, in particolare, le aree di Hajar Al-Aswad, Qadam e il campo profughi di Yarmuk. Quest’ultimo, creato a sud di Damasco nel 1957 per ospitare temporaneamente i palestinesi scappati dalla guerra del 1948, secondo quanto denunciato dal quotidiano The New Arab, subisce la minaccia continua di attacchi e i residenti sono vittima dei combattimenti tra lo Stato Islamico e il regime siriano e non hanno la possibilità di lasciare il campo. Per Assad, nelle aree a sud di Damasco si troverebbero i soldati dell’opposizione siriana e i militanti di alcuni gruppi terroristici, tra i quali lo Stato Islamico. L’assalto contro l’area era iniziato il 17 aprile.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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