Nigeria: circa 120 persone rapite nello Stato di Kaduna

Pubblicato il 16 maggio 2018 alle 16:00 in Africa Nigeria

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Almeno 120 persone sono state rapite in Nigeria, tra venerdì 11 e mercoledì 16 maggio, a Birnin Gwari, una regione del nord del Paese situata nello Stato di Kaduna. Il numero dei sequestrati è stato rilevato dalle testimonianze che diversi funzionari ufficiali e parenti delle vittime hanno riferito all’agenzia di stampa Reuters, martedì 15 maggio.

Birnin Gwari è considerata un’area particolarmente rischiosa per la sicurezza dei suoi abitanti a causa dei numerosi episodi di illegalità perpetrati in quelle zone da gruppi di briganti locali. Il banditismo è una pratica molto diffusa nel nord della Nigeria ed è facilitato dalla presenza di foreste in cui i criminali possono nascondersi e sfuggire alle forze di sicurezza. All’inizio del mese, circa 45 persone sono morte in uno scontro tra un gruppo di banditi e una milizia locale, avvenuto in un villaggio della regione di Kaduna il 6 maggio. I briganti si scontrano ripetutamente con le autorità nigeriane, sfuggendo ai tentativi di arresto e respingendo le squadre speciali di sicurezza che vengono inviate appositamente per occuparsi di loro. L’incapacità delle forze armate di sconfiggerli dimostra che nella regione il livello di insicurezza è ancora elevato.

Un rappresentante di un movimento della società civile nigeriano, Yahaya Hussaini, ha dichiarato che, domenica 13 maggio, durante un corteo organizzato dalla sua associazione, quattro veicoli sono stati intercettati da un gruppo di rapinatori armati e almeno 48 persone sono state sequestrate. In merito ai rapimenti che si sarebbero verificati tra venerdì 11 e mercoledì 16 maggio, il commissario di polizia dello Stato di Kaduna, Austin Iwar, ha riferito a Reuters che avrebbe indagato sulla vicenda e avrebbe informato l’agenzia di stampa qualora ci fossero nuove segnalazioni.

I sequestri in Nigeria sono all’ordine del giorno. Oltre ai banditi che minacciano le regioni del nord, responsabili di un gran numero di rapimenti sono soprattutto i militanti dell’organizzazione terroristica di Boko Haram, attiva nel nord-est del Paese dal 2009. Nell’aprile 2014, il sequestro di 275 studentesse della città di Chibok aveva destato grande scalpore a livello internazionale, mettendo il gruppo jihadista sotto i riflettori e spingendo alla campagna globale #BringBackOurGirls. Dal 2014, l’organizzazione ha rapito circa 2.000 ragazze e ragazzi, tra cui molti bambini, maltrattati, abusati e usati come militanti o kamikaze. In particolare, i jihadisti utilizzano soprattutto donne e bambine che, dopo essere state sequestrate, vengono costrette a diventare terroriste suicide. Da quando è iniziata la campagna armata di Boko Haram, circa 20.000 persone sono state uccise e 2.3 milioni sono state obbligate a lasciare le loro case.

Il presidente nigeriano Muhammadu Buhari ha vinto le elezioni, il 29 maggio 2015, promettendo di porre come priorità assoluta del suo governo la sicurezza del Paese. Tuttavia, durante il suo mandato, ha faticato a realizzare questo obiettivo. Nonostante il presidente abbia più volte annunciato di essere riuscito a debellare l’organizzazione terroristica, gli attacchi degli ultimi mesi, tra cui il sequestro di circa 100 ragazze a Dapachi, il 19 febbraio, e il duplice attentato terroristico del 2 maggio, a Mubi, hanno dimostrato che il gruppo resta attivo. Al momento, Buhari ha dichiarato di volersi candidare per un secondo mandato presidenziale nel febbraio 2019.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Chiara Gentili

di Redazione

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