Libia: membro del Consiglio Presidenziale incontra ambasciatrice UE nel Paese

Pubblicato il 16 maggio 2018 alle 13:05 in Africa Libia

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Il membro del Consiglio presidenziale del governo di Tripoli, Mohammed Emmari Zayed, ha incontrato l’ambasciatrice dell’Unione Europea in Libia, Bettina Muscheidt, per discutere un piano di coordinamento tra l’UE e la comunità internazionale, volto a porre fine all’assedio della città di Derna.

Secondo quanto riferito dall’ufficio stampa del primo ministro Fayez al-Sarraj, nel corso della riunione, tenutasi lunedì 14 maggio, sono stati discussi i temi della sicurezza e della situazione politica in Libia. Zayed ha condannato l’assedio di Derna e le morti civili che gli scontri stanno provocando. Da parte sua, Muscheidt ha espresso preoccupazione anche per le ultime violenze verificatesi nel sud del Paese.

Derna, città della Libia nord-orientale, è attualmente sotto il controllo del Derna Mujahideen Council (DMSC), una coalizione fondata il 12 dicembre del 2014 e composta da militanti islamisti e ribelli che, nel 2015, avevano cacciato l’ISIS dall’area. Tale coalizione si oppone alle forze del generale Khalifa Haftar, comandante della Libyan National Army (LNA) e uomo forte del governo di Tobruk, le quali, da mesi, tengono Derna sotto assedio. Lo scorso 7 maggio, Haftar aveva dato inizio a una nuova offensiva militare per “liberare la città dai terroristi”, dopo aver accusato i combattenti del DMSC di essere legati ad Al-Qaeda. L’11 maggio, nel corso della sua prima apparizione televisiva, il capo del DMSC, Atiyah Al-Shaari,  ha annunciato lo scioglimento della coalizione e la formazione di un nuovo corpo, chiamato Derna Security Force, che assumerà l’incarico di proteggere la città, reclutando nuove forze tra i residenti.  Al-Shaari si è detto convinto di riuscire a ottenere il sostegno della popolazione, in quanto il DMSC aveva già dimostrato di saper mantenere la sicurezza dell’area, dopo aver cacciato l’ISIS dalla città.

 Anche a Sabha, nella Libia centro-meridionale, si sono verificati numerosi episodi di violenza tra sabato 12 e domenica 13 maggio, durante gli scontri fra le tribù rivali Awlad Sulaiman e Tubu, che si battono per il controllo del traffico di contrabbando e dei giacimenti petroliferi nella zona.

Ad oggi, la Libia verte in uno stato di caos. In seguito al rovesciamento di Muammar Gheddafi, effettuato dall’intervento della NATO nell’ottobre 2011, il Paese non è mai riuscito a effettuare una transizione democratica. Attualmente in Libia sono presenti due governi: il primo, appoggiato dall’Onu e dall’Italia, è stato creato dalle Nazioni Unite, con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015 e si è insediato a Tripoli il 30 marzo 2016, con a capo il premier Fayez Serraj. Il secondo, con sede a Tobruk, è sostenuto da Russia ed Egitto. Il generale Haftar è considerato l’uomo forte di tale governo.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Federica Patanè

di Redazione

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