L’Algeria continua a negare il coinvolgimento nella questione Fronte Polisario

Pubblicato il 16 maggio 2018 alle 6:00 in Africa Algeria

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Il portavoce del ministero degli Esteri algerino, Abdelaziz Benali Cherif, ha affermato che l’Algeria non ha niente a che vedere con i legami tra Hezbollah e il Fronte Polisario, fonte della crisi diplomatica tra il Marocco e l’Iran, iniziata il primo maggio.

Cherif ha accusato il ministro degli Esteri marocchino, Nasser Bourita, di “scegliere la pista della mistificazione e della falsificazione, invece di produrre la prova ‘inconfutabile’ che sostiene di possedere”. Il primo maggio, Bourita aveva annunciato di voler tagliare i rapporti diplomatici con l’Iran a causa del sostegno fornito da Teheran al Fronte Polisario. Il ministro marocchino aveva altresì affermato che Rabat era in possesso di prove secondo cui il governo iraniano, attraverso la propria ambasciata ad Algeri, stava aiutando l’organizzazione sciita libanese Hezbollah a fornire addestramento militare e armi al Fronte Polisario.

“L’Algeria desidera esprimere la sua ferma condanna e il totale rifiuto delle irresponsabili osservazioni fatte dal ministro marocchino”, ha annunciato Cherif, descrivendo la posizione di Rabat come una “campagna virulenta” contro l’Algeria.

Da parte sua, Bourita ha ribadito che il Marocco non avrebbe presentato simili accuse, se non avesse avuto solide prove per sostenerle, aggiungendo che “il dossier è stato accuratamente preparato sulla base di informazioni raccolte e verificate nell’arco di vari mesi”. Tale documento, presentato dal ministro alla sua controparte a Teheran, riassumerebbe alcuni dati relativi ad incontri avvenuti tra alti ufficiali di Hezbollah e funzionari del Fronte Polisario in Algeria, nonché un elenco con i nomi degli agenti coinvolti nelle trattative. Nello specifico, il file include: Haidar Sobhi Habib, capo delle “operazioni esterne” di Hezbollah; Ali Moussa Dakdouk, consigliere militare di Hezbollah; e Haj Abou Wael Zalzali, responsabile della formazione militare e della logistica dei combattenti del Fronte. Gli ufficiali si sarebbero recati nei campi di Tindouf, città dell’Algeria occidentale, per incontrare il Fronte Polisario e sovrintendere alle sessioni di addestramento militare.

Già lo scorso 3 maggio, Bourita aveva espresso la sua posizione in merito al tentativo dell’Algeria di respingere le accuse, sostenendo di comprendere “l’imbarazzo dell’Algeria”, la quale avrebbe avuto la necessità di “esprimere solidarietà nei confronti dei suoi alleati di Hezbollah, Iran e Fronte Polisario”.

Le recenti tensioni sono legate alla disputa territoriale del Sahara Occidentale, iniziata nel 1975 quando, in seguito al ritiro del dominio spagnolo, il Marocco annesse una parte di tale area, situata sulla costa nord-occidentale dell’Africa. In risposta, nel 1976 il Fronte Polisario annunciò la nascita della Sahara Arab Democratic Republic (SADR), instaurando un governo in esilio in Algeria. Successivamente, intraprese una guerriglia per l’indipendenza fin quando, il 6 settembre 1991, venne dichiarato un cessate il fuoco, promosso dalla Missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO). Ad oggi, il governo di Rabat rivendica la propria sovranità sul Sahara Occidentale. Il Fronte Polisario, invece, continua a battersi affinché venga indetto un referendum per l’autodeterminazione del proprio territorio, dove risiedono circa mezzo milione di individui.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Federica Patanè

di Redazione

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