La crescita del benessere globale favorisce la crescita delle foreste

Pubblicato il 16 maggio 2018 alle 17:30 in Asia Europa

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Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica PLOS One il 14 maggio, afferma che la superficie terrestre ricoperta dalle foreste sta aumentando in tutto il mondo a causa dell’aumento dei redditi e del miglioramento del senso di benessere della popolazione mondiale. Gli autori dello studio smentiscono l’idea secondo cui l’aumento dei livelli di CO2 nell’atmosfera registrato nel 2017 sia la causa principale della diffusione degli alberi. Mentre i Paesi del mondo aumentano la loro ricchezza e il benessere economico aumenta, gli agricoltori si concentrano su terreni di buona qualità e abbandonano terre marginali. Di conseguenza, gli alberi sono in grado di riforestare rapidamente queste aree deserte, dicono gli autori finlandesi dello studio Pekka Kauppi, Vilma Sandström e Antti Lipponen.

Lo studio mette in evidenza il fatto che, tra il 1990 e il 2015, le riserve forestali sono aumentate annualmente dell’1,31% nei Paesi ad alto reddito e dello 0,5% nelle Nazioni a reddito medio, mentre sono diminuite dello 0,72% in 22 Paesi a basso reddito. Diversi modelli climatici globali hanno attribuito questo cambiamento a quella che viene definita fertilizzazione con CO2 secondo cui livelli più alti di anidride carbonica nell’atmosfera aumentano le capacità di piante e alberi di crescere velocemente e riprodursi. Tuttavia gli autori dello studio in questione smentiscono questa ipotesi, argomentando che questo processo di aumento della CO2 nell’atmosfera è in corso dal 1800 in Europa occidentale.

“Quando le persone si sentono bene, ne beneficiano le foreste”, ha riferito a BBC News il professor Pekka Kauppi dell’Università di Helsinki, coautore dell’articolo. Non è solo una questione di reddito: quando una società funziona correttamente, la deforestazione sembra automaticamente scomparire e la società raggiunge una sorta di equilibrio con le foreste. Una volta che un Paese ha un livello di benessere dignitoso, i suoi cittadini iniziano a riconoscere le foreste come una ricchezza. Quando i mezzi di sostentamento provengono da altre fonti e non dall’agricoltura di sussistenza, le terre marginali vengono abbandonate e gli agricoltori lasciano le foreste ricrescere.

Altre parti del mondo hanno iniziato ad aumentare la copertura forestale in relazione al loro sviluppo e non solo ai livelli di CO2 che il professore cita. L’Europa, gli Stati Uniti, il Giappone e la Nuova Zelanda hanno tutti aumentato la copertura nel secolo scorso mentre negli ultimi 50 anni anche la Cina e il Cile hanno visto aumentare le foreste. Tra il 1990 e il 2015, circa 13 Paesi tropicali sono passati dall’essere luoghi con perdite forestali nette a guadagni netti in termini di aree forestali.

“Le osservazioni meteorologiche confermano indiscutibilmente che le temperature globali stanno aumentando insieme ai livelli di CO2 nell’atmosfera”, ha osservato il coautore professor Antti Lipponen dell’Istituto meteorologico finlandese. “Tuttavia, lo studio dimostra che, in oltre un secolo, i cambiamenti nelle riserve forestali in tutto il mondo sono stati praticamente estranei a tali tendenze” ha precisato Lipponen.

Gli autori dello studio affermano che lo sviluppo economico incoraggia le economie di mercato a concentrare l’attività agricola sulle terre migliori, con gli agricoltori che abbandonano terre marginali e spesso si trasferiscono nelle città. Una tecnologia più avanzata e rendimenti più elevati tendono anche a ridurre la necessità di eliminare nuovi terreni agricoli e di solito, con l’aumento del reddito, diventano disponibili altre fonti di combustibile diverse dal legno. 

Un altro fattore è che, man mano che i Paesi diventano più ricchi, tendono a importare più prodotti basati su risorse naturali anziché fabbricarli. L’India è un “esempio sorprendente”, afferma il professor Kauppi, di Paese che ha aumentato la copertura forestale tra il 1970 e il 2010 e allo stesso tempo ha visto raddoppiare la sua popolazione. La ragione di questo fenomeno è che, se il cibo può essere coltivato su aree più piccole di terre a più alto rendimento, i terreni marginali possono essere lasciati da parte. L’India è una delle regioni del mondo in cui l’agricoltura era sottosviluppata, ma con la rivoluzione verde e un clima eccellente per la crescita delle piante è riuscita a nutrire la popolazione relativamente bene, come ha aggiunto Kauppi.

Nelle conclusioni, gli autori hanno espresso preoccupazione per il futuro dell’Africa, poiché la maggioranza dei 55 Paesi di questo continente non hanno riferito di essere passati da perdite forestali a guadagni forestali. Le perdite si stanno verificando anche in Brasile e Indonesia. Il Brunei è il solo Paese ricco che i ricercatori hanno trovato con una copertura forestale decrescente.

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di Redazione

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