Europa: l’intesa sulla Brexit è ancora lontana

Pubblicato il 16 maggio 2018 alle 11:36 in Europa UK

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Il negoziatore della Brexit dell’Unione Europea, Michel Barnier, dopo una riunione con 27 ministri degli Affari Europei dei Paesi membri del blocco di negoziazione dell’Unione, tenutasi il 14 maggio, ha dichiarato che non sono ancora stati compiuti progressi significativi dal mese di marzo.

Il vice primo ministro della Bulgaria, Ekaterina Zakharieva, che al momento detiene la presidenza del Consiglio dell’Unione Europea secondo la rotazione, ha riferito ai giornalisti: “Attendiamo con impazienza un impegno più intenso da parte del governo britannico nelle prossime settimane”.

Sempre il 14 maggio, l’Unione Europea ha avvertito la Gran Bretagna che il tempo per chiudere un accordo sulla Brexit sta per scadere. I termini della sua uscita dall’Unione dovranno essere decisi entro l’autunno 2018, per evitare che la data fissata per il 29 marzo 2019 venga rimandata, senza aver stipulato un accordo che regoli il periodo di transizione. Tale dichiarazione ha aumentato la pressione sul primo ministro britannico. Il portavoce di Theresa May, tuttavia, ha affermato che l’obiettivo è quello di ottenere un accordo soddisfacente, e non rispettare tassativamente una scadenza.

Zakharieva ha poi sottolineato che mancano solo 5 mesi ad ottobre e ancora alcune questioni chiave relative all’accordo di ritiro devono essere risolte. Barnier ha inoltre dichiarato che è necessario lavorare ancora per preparare il ritiro ordinato del Regno Unito.

Il programma attuale dei negoziati prevede che le discussioni del vertice di giugno saranno indispensabili, in quanto costituiranno un importante passo verso un accordo finale sulla Brexit. Se i negoziatori riuscissero ad ottenere l’accordo entro ottobre, questo lascerebbe il tempo sufficiente per l’elaborato processo di ratifica dell’accordo da parte dell’Unione, prima del giorno della Brexit. Diplomatici e funzionari a Bruxelles hanno sollevato dubbi sul fatto che il blocco dei 27 Stati europei e Londra saranno in grado di fare progressi importanti e dare una svolta ai negoziati al vertice dei leader dell’Unione previsto dal 28 al 29 giugno.

I ministri tedesco, austriaco e olandese hanno ribadito la stessa preoccupazione, dichiarando che la Gran Bretagna non ha chiarito in dettaglio le proprie posizioni negoziali: “Il tempo stringe”, ha detto il tedesco Michael Roth ai suoi corrispettivi europei. In particolare, è la questione dell’Irlanda del Nord a preoccuparlo. Entrambe le parti temono che il ripristino di una frontiera fisica tra l’Irlanda, membro dell’Unione europea, e la provincia dell’Irlanda del Nord, potrebbe rilanciare la violenza nel Paese. In questo ambito, i 27 Paesi membri si aspettano una proposta sostanziale da parte britannica.

Il programma di negoziazioni sulla Brexit si sta intensificando man mano che i termini per l’accordo si avvicinano, il che aiuta l’UE a mettere pressione su Londra prima del vertice di giugno. Tale pressione è principalmente dovuta alla mancanza di reali progressi nei colloqui.

Il ministro degli Esteri olandese, Stef Blok, ha dichiarato che è troppo presto per discutere un’estensione della linea temporale, ma ha aggiunto: “L’obiettivo è ora concludere un accordo nei tempi concordati. Spero davvero che saremo d’accordo ma non ci sono garanzie, sfortunatamente”.

In patria, la May è bloccata tra diversi interessi a confronto, con sostenitori della Brexit che vorrebbero allentare i legami con l’UE e altri che preferirebbero mantenere una stretta cooperazione doganale con il blocco dei Paesi dell’Unione per ridurre gli attriti negli scambi futuri.

Il portavoce di May ha riferito all’agenzia di stampa Reuters che Londra sta lavorando a due opzioni per la cooperazione doganale post Brexit. Nell’ambito di una partnership doganale, la prima opzione, la Gran Bretagna potrebbe raccogliere tariffe per conto dell’UE. La seconda opzione, invece, prevederebbe un accordo doganale semplificato, nell’ambito del quale i commercianti elencati in una lista approvata da ambo le parti sarebbero in grado di attraversare liberamente le frontiere con l’ausilio della tecnologia automatizzata.

Anche se sia l’UE sia la Gran Bretagna vogliono continuare una stretta cooperazione in materia di sicurezza interna e politica estera dopo la Brexit, sono emersi problemi. La Gran Bretagna e l’UE si sono scontrati sul progetto del satellite Galileo e il blocco UE ha criticato Londra per quello che ha definito il suo uso sconsiderato di un database di dati di intelligence. Altre questioni in sospeso includono garanzie per i diritti dei britannici espatriati e le regole commerciali dopo Brexit.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

di Redazione

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