Eritrea: Sudan e Etiopia accusati di sostenere gruppi armati di opposizione

Pubblicato il 16 maggio 2018 alle 18:00 in Africa Eritrea

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L’Eritrea ha accusato il Sudan e l’Etiopia di sostenere i gruppi armati di opposizione eritrei, allo scopo di destabilizzare la sicurezza nel Paese del Corno d’Africa. È quanto ha dichiarato il ministero dell’Informazione eritreo nel corso di una conferenza stampa, lunedì 14 maggio.

Lo scorso giovedì 3 maggio il primo ministro etiope, Abiy Ahmed, aveva concluso una visita di due giorni a Khartoum, durante la quale aveva tenuto riunioni con il presidente del Sudan, Omar Al-Bashir. I due avevano concordato l’istituzione di una forza militare per tutelare il progetto di costruzione della diga Grand Ethiopian Rainassance Dam (GERD), nonché proteggere i rispettivi confini e scambiare informazioni utili per contrastare reati quali il contrabbando, il traffico di esseri umani e il commercio di armi e droga. Secondo quanto riferito dal ministero dell’Informazione eritreo, durante l’incontro i due capi di Stato avrebbero altresì deciso di sostenere i gruppi che definiscono di “resistenza eritrea”, permettendogli di muoversi liberamente lungo il confine comune. Inoltre, parte del supporto finanziario e logistico ai gruppi di opposizione sarebbe stato fornito dal Qatar. A tale proposito, Sudan ed Etiopia avrebbero incaricato due alti ufficiali militari di coordinare l’operazione di un gruppo jihadista anonimo, finanziato dal Qatar e con base a Khartoum.

Già il 27 marzo, alcuni funzionari del governo di Asmara avevano accusato il Qatar di aver inviato tre aerei da combattimento in Sudan per minacciare l’Eritrea, e di fornire sostegno a un gruppo di opposizione eritreo guidato dall’islamista radicale Mohammed Jumma.

Il conflitto tra l’Etiopia e l’Eritrea, cominciato nel 1998 per una disputa sulla definizione dei confini, si era formalmente concluso con la firma dell’accordo di pace di Algeri, il 12 dicembre del 2000, che sanciva l’istituzione di una commissione volta a stabilire definitivamente i confini dei due Paesi. Tuttavia, le tensioni si erano ulteriormente aggravate nel marzo 2012, quando le forze militari etiopi avevano lanciato un assalto ad alcune postazioni in territorio eritreo, in risposta al presunto addestramento, da parte dell’Eritrea, di “gruppi sovversivi” finalizzati ad effettuare attacchi in Etiopia. Durante il suo primo discorso ai legislatori tenutosi dopo la cerimonia di insediamento, avvenuta il 2 aprile 2018, Abiy aveva altresì manifestato l’intenzione di voler normalizzare i rapporti con l’Eritrea, invitando Asmara a impegnarsi nel processo. Da parte sua, il ministro dell’informazione eritreo, Yemane Ghebre Meskel, aveva ribadito che le tensioni si sarebbero risolte una volta che le forze militari etiopi si fossero ritirate dai territori eritrei, in particolare dalla città di Badme.

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Federica Patanè

di Redazione

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