Cina esorta gli Stati Uniti ad astenersi dall’incontrare il Dalai Lama

Pubblicato il 16 maggio 2018 alle 18:45 in Cina USA e Canada

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Una delegazione di legislatori cinesi del Tibet, durante la visita di sei giorni negli Stati Uniti, avrebbe esortato il governo di Washington ad astenersi dall’incontrare nuovamente il Dalai Lama, capo spirituale del Tibet in esilio in India.

L’esortazione giungerebbe a seguito dell’incontro, avvenuto il 4 maggio, tra l’ambasciatore americano in India, Kenneth Juster, e il Dalai Lama in esilio a Dharamsala. Al termine dell’incontro, inoltre, l’ambasciatore Juster avrebbe invitato il capo spirituale del Tibet a recarsi nuovamente negli Stati Uniti. L’ultimo viaggio del Dalai Lama in America risale a giugno 2017 in occasione di un dibattito pubblico presso l’università della California a San Diego.

Il capo delegazione cinese, Baima Wangdui, segretario del partito comunista a Lhasa, avrebbe spiegato ai funzionari americani presenti la sensibilità della questione tibetana per il governo di Pechino e avrebbe chiesto, pertanto, agli Stati Uniti di non permettere ulteriori visite presso il Dalai Lama né supporto ad attività gestite dai movimenti separatisti anti-cinesi per evitare di inasprire i rapporti con la Cina.

“Abbiamo apprezzato il discorso della delegazione cinese sul futuro del Tibet e speriamo di poter continuare il dialogo sul suo sviluppo sociale ed economico”, hanno dichiarato i due presidenti dello Us-China Working Group.

“La Cina è un grande Paese che sta compiendo enormi passi verso la riduzione della povertà. Tuttavia, ritengo che dovrebbe riavviare un dialogo con il governo del Tibet in esilio e dovrebbe permettere il rientro in patria del Dalai Lama”, ha affermato, invece, Jim McGovern, deputato democratico.

A seguito della proclamazione della nascita della Repubblica Popolare Cinese il 1° ottobre 1949 ad opera del leader comunista Mao Zedong, era stata avviata una vera e propria campagna militare di espansione territoriale che aveva finito per inglobare il Tibet nel 1950. L’occupazione militare cinese, tuttavia, aveva finito per scatenare delle piccole rivolte in Tibet che erano sfociate in una grande insurrezione popolare, scoppiata nel marzo 1959. Da allora, il Dalai Lama e il governo del Tibet si trovano in esilio in India.

In ricordo dell’insurrezione tibetana, il Congresso americano ha approvato una risoluzione in cui il 10 marzo viene stabilito come Tibetan Rights Day.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Alice Barberis

di Redazione

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