Vertice Pashinyan-Putin a Sochi

Pubblicato il 15 maggio 2018 alle 15:26 in Armenia Russia

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Il neoeletto primo ministro dell’Armenia Nikol Pashinyan ha incontrato per la prima volta il presidente russo Vladimir Putin, per discutere le relazioni bilaterali dopo le proteste che hanno portato al potere e Erevan il leader dell’opposizione armena.

Pashinyan e Putin si sono incontrati il 14 maggio scorso a Sochi a margine del vertice dell’Unione economica eurasiatica, il blocco economico che riunisce, oltre a Russia e Armenia, Kazakistan, Tagikistan, Kirghizistan e Bielorussia e che Pashinyan da leader dell’opposizione aveva giurato di abbandonare. A Sochi il leader armeno ha giurato che Erevan rimarrà fedele al blocco economico euroasiatico ed ha sottolineato l’importanza delle relazioni dell’Armenia con i partner dell’ex URSS.

“Nessuno può dubitare dell’importanza delle relazioni russo-armene” – ha dichiarato Pashinyan in una breve allocuzione alla stampa prima di incontrarsi privatamente con il presidente russo. Il premier armeno ha inoltre elogiato la “posizione equilibrata” della Russia durante le proteste che hanno portato lo stesso Pashinyan al potere.

“Apprezziamo molto la posizione equilibrata che la Russia ha assunto durante la nostra crisi politica interna, è stata una posizione molto costruttiva – ha affermato Pashinyan – l’atteggiamento di Mosca è stato apprezzato non solo dal nostro governo, ma dall’intera società armena”.

Da parte sua, Putin ha sottolineato gli “ottimi risultati” che ha portato in passato la cooperazione economica Armenia-Russia. “Le auguro pieno successo e spero che i nostri rapporti si sviluppino in modo positivo come hanno fatto finora” – ha detto a Pashinyan il leader del Cremlino.

La decisione di Mosca dopo una breve fase di incertezza di sostenere i manifestanti che hanno costretto alle dimissioni l’ex presidente Serzh Sargsyan, considerato un alleato del Cremlino, è stata dettata dalla posizione di Pashinyan, che ha rassicurato sul carattere essenzialmente di politica interna delle proteste ed ha rinunciato ad ogni velleità di rottura con Mosca. Da parlamentare l’attuale premier aveva proposto una legge per uscire dall’Unione economica euroasiatica, tuttavia una volta iniziate le proteste ha ammorbidito quelle posizioni e ha sottolineato che non intendeva apportare “drammatici cambiamenti” geopolitici.

Di recente Pashinyan ha adottato una nuova spiegazione per il suo evidente cambiamento  di opinione  sui legami con la Russia: la sua posizione. “Ora sono primo ministro e non agisco come membro di alcuna fazione o partito”, ha detto in una intervista alla Televisione russa Rossija-24 in vista del vertice di Sochi. “Ora rappresento il popolo armeno e un movimento popolare, che non ha alcuna posizione geopolitica”.

Ciononostante Pashinyan ha ribadito il suo scetticismo riguardo agli accordi che l’Armenia ha stipulato con la Russia e con gli altri partner di Mosca in particolare riguardo a se e come sarebbero intervenuti a favore dell’Armenia nel caso in cui fosse scoppiata una guerra con l’Azerbaigian.

“Quando ero all’opposizione, un deputato, non ho mai sentito dal governo e dalle autorità alcuna risposta concreta a queste domande – ha affermato il neopremier armeno – penso che sarebbe utile chiarire questo aspetto e specificare i nostri reciproci obblighi, quelli dell’Armenia nei confronti dei suoi partner e viceversa, in situazioni specifiche”.

Alla vigilia del vertice di Sochi il Cremlino aveva imposto al portavoce dell’azienda statale del petrolio Rosneft, Michail Leontev, di scusarsi con il premier armeno e con il popolo armeno per averli “offesi” durante le proteste. Leontev aveva affermato che “l’Armenia era un peso per la Russia fin dall’inizio”. Il 13 maggio lo stesso Leontev ha inviato una lettera a Pashinyan scusandosi per le affermazioni offensive e ingiustificate.

 

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Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

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