Taiwan: necessità di accrescere l’industria militare nazionale

Pubblicato il 15 maggio 2018 alle 6:10 in Asia Taiwan

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Il governo di Taiwan ha deciso di accrescere il settore industriale militare nazionale a seguito dell’aumento delle esercitazioni militari cinesi al largo delle coste dell’isola. “Possiamo realizzare qualsiasi aereo ci verrà richiesto dal governo”, ha dichiarato Lin Nan-juh, presidente della Corporazione Aereospaziale per lo Sviluppo Industriale.

La decisione segue l’annuncio di gennaio di un incremento del budget per la difesa dell’isola, volto a consentire a Taiwan di dotarsi di armamenti tecnologicamente avanzati in grado di fungere da deterrente nei confronti di Pechino. “Le armi di cui Taiwan ha maggiormente bisogno sono i sottomarini, i jet da guerra ed i sistemi di difesa anti-missili balistici”, ha dichiarato Ian Easton, ricercatore americano presso il Project 2049 Institute.

L’industria militare nazionale di Taiwan si è sviluppata a partire dagli anni’70, in concomitanza con il riconoscimento internazionale della Repubblica Popolare Cinese, e ha fatto affidamento principalmente sull’adattamento e sullo sviluppo di tecnologia straniera. “Le armi prodotte e sviluppate da Taiwan hanno contribuito al mantenimento della pace nello stretto che separa l’isola dalla Cina. Nel corso degli anni, inoltre, l’industria della difesa nazionale ha compiuto grandi progressi, consentendole di fare meno affidamento sulle fonti estere”, ha precisato Mei Fu-shing, direttore del Centro di Analisi per la Sicurezza di Taiwan.

Gli Stati Uniti rappresentano il Paese che ha maggiormente contribuito allo sviluppo militare di Taiwan, nonostante il loro formale riconoscimento del principio One China Policy e il mantenimento di rapporti diplomatici esclusivamente con Pechino. L’amministrazione del presidente Trump ha notificato al Congresso la sua intenzione di approvare sette accordi dal valore di circa 1.4 miliardi di dollari per fornire al governo di Taiwan supporto tecnico, missili anti-radiazione e siluri.

Le minacce alla sicurezza e all’indipendenza di Taiwan provenienti dal governo di Pechino sono aumentate a partire dal 2016, a seguito dell’elezione a presidente di Tsai Ing-wen, leader del partito pro-indipendentista. Taiwan è considerata da Pechino come parte integrante del territorio cinese e non sembra essere disposta a considerare l’ipotesi di riconoscere la formale indipendenza dell’isola. Sebbene la presidente Tsai abbia ribadito il suo impegno nel preservare lo status quo per mantenere la pace con la Repubblica Popolare Cinese, il governo di Pechino ha deciso di aumentare la pressione sull’isola ricorrendo ad esercitazioni militari al largo delle sue coste e nello stretto di Taiwan.

L’esercitazione cinese più recente è stata condotta venerdì 11 maggio e ha visto la partecipazione di quattro aerei militari diversi che hanno sorvolato l’isola. Precedentemente, il 17 aprile, la marina militare cinese ha eseguito una serie di addestramenti con l’utilizzo di munizioni vere a 40 km dall’isola di Taiwan.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Alice Barberis

di Redazione

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