Sudafrica: congegno esplosivo trovato nella moschea dell’attacco

Pubblicato il 15 maggio 2018 alle 12:21 in Africa Sudafrica

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La polizia sudafricana ha dichiarato che un congegno esplosivo è stato scoperto nella moschea sciita di Verulam, nei pressi della città portuale di Durban, il 14 maggio, a tre giorni di distanza dall’attacco in cui tre uomini armati di coltelli avevano fatto irruzione nel luogo sacro, uccidendo un imam e ferendo gravemente altre 2 persone. 

Simphiwe Mhlongo, il portavoce del Priority Crime Investigation ha dichiarato a eNCA television di aver avuto un incontro con l’unità degli artificieri della polizia sudafricana, i quali hanno illustrato la natura dell’ordigno e hanno confermato che era esplosivo. Tuttavia, non sono ancora state analizzate le componenti chimiche nell’esplosivo. Mhlongo ha poi aggiunto che le indagini stanno continuando.

Il Sudafrica è spesso teatro di violenze criminali e conflitti sociali motivati dalla povertà e da evidenti disparità di reddito, ma raramente è associato alla militanza islamista.

Il movente dell’attacco non è ancora stato chiarito. Il sindaco Bheki Langa, commissario di polizia della provincia costiera di KwaZulu-Natal, ha indetto un’indagine approfondita sull’attentato, mentre il presidente del South African Muslim Network, Faisal Suleman, ha condannato l’accaduto. Anche il Muslim Judicial Council ha a sua volta denunciato l’attacco, sottolineando che i principi e gli insegnamenti islamici esortano al rispetto verso tutto il genere umano.

Circa l’1,9% dei 55 milioni a cui ammonta la popolazione del Sudafrica, è musulmana. La maggior parte di loro sono sunniti. Gli attacchi nei confronti delle moschee sono estremamente rari ma, secondo alcuni osservatori, la retorica anti-sciita è aumentata nel corso degli ultimi anni, soprattutto sui social media.

Il 10 maggio, il Parlamento del Paese ha rilasciato un comunicato in cui ha condannato l’attacco, specificando che una moschea è un’istituzione religiosa e che la Costituzione sudafricana garantisce e protegge il diritto di professione delle pratiche religiose per tutti i cittadini. “Questo tipo di aggressioni nei confronti delle persone è totalmente ingiustificato, vogliamo che la nostra comunità viva in armonia, professando la propria religione senza alcuna paura”, conclude il comunicato.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

di Redazione

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