Regno Unito: armi alla Turchia per un valore di 1 miliardo di dollari

Pubblicato il 15 maggio 2018 alle 18:21 in Turchia UK

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Alla vigilia della visita del presidente turco Recep Tayyip Erdogan a Londra, una nuova stima di Middle East Eye ha rivelato che il Regno Unito ha venduto armi ad Ankara per un valore di più di 1 miliardo di dollari americani, dal fallito tentativo di colpo di Stato del 15 luglio 2016 ad oggi.

Erdogan incontrerà la Regina e il primo ministro britannici durante la sua visita di tre giorni nel Regno Unito, iniziata lunedì 14 maggio. Alcune centinaia di attivisti della sinistra britannica si sono radunati al centro di Londra, nei pressi di Dowing street, la mattina del 15 maggio, per protestare contro quello che hanno definito “l’assassino dei curdi”. Secondo quanto riferito da Middle East Eye, questa visita si inscrive in una manovra più ampia con cui gli inglesi stanno cercando di incrementare il commercio con Ankara dopo la Brexit, e anche nel bel mezzo della campagna elettorale presidenziale turca, condotta durante lo stato d’emergenza. Le elezioni si terranno il 24 giugno. 

La vendita di armi dal Regno Unito dal 2016 include un accordo per la fornitura di dati elettronici, veicoli blindati, piccole armi, munizioni, missili, droni, aerei ed elicotteri per un valore di 667 milioni di dollari.

La Turchia rimane un mercato prioritario per le armi britanniche, nonostante le preoccupazioni degli ufficiali dell’Unione Europea per i diritti umani e per l’erosione dello Stato di diritto. La Turchia è anche un membro della NATO a ha cooperato con l’Unione Europea nella gestione della crisi dei rifugiati.

Diversamente da altri alleati occidentali, il Regno Unito si è espresso in difesa della Turchia subito dopo il tentativo di colpo di Stato, durante il quale le truppe turche hanno aperto il fuoco sui civili e il Parlamento è stato bombardato. Al contrario, il Regno Unito non si è espresso quando la Turchia ha iniziato a perseguire non solo sospetti cospiratori, ma anche dissidenti politici, giornalisti e membri di partiti filo-curdi con l’accusa di aver supportato il terrorismo. Il governo di Erdogan ha arrestato più di 100.000 dipendenti statali a membri dell’esercito subito dopo il tentativo di colpo di Stato.

Molte forze istituzionali sono rimaste fedeli ad Erdogan durante il tentato colpo di Stato. Ad esempio, la marina turco ha preso le distanze dall’attacco. Il presidente ha quindi ordinato l’incarcerazione dei dipendenti statali che riteneva coinvolti nel tentato golpe. 

Lloyd Russell-Moyle, un parlamentare laburista che recentemente ha viaggiato nel nord della Siria, dove la Turchia è coinvolta in operazioni contro le milizie curdi People’s Protection Units (YPG), il braccio armato delle Syrian Democratic Forces (SDF), ha riferito a Middle East Eye: “Il governo ha aumentato le vendite di armi alla Turchia perché è caduto nell’autoritarismo in patria ed è diventato guerrafondaio all’estero. Il governo britannico dovrebbe trovare il modo di proteggere i nostri alleati dall’aggressione di Erdogan, invece ripaga la Turchia con nuovi contratti di armi: i politici stanno facendo dei profitti privati una priorità sia sui diritti umani sia sulla sicurezza globale”.

La Turchia afferma che l’obiettivo del suo intervento nell’Afrin, distretto curdo nella provincia settentrionale di Aleppo, in Siria, è quello di contrastare l’YPG, che considera un gruppo terroristico e un’estensione del Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK), che combatte per l’autonomia curda in Turchia da oltre 30 anni.

Russell-Moyle ha riferito che c’erano prove che armi della Gran Bretagna erano state utilizzate dalla Turchia nel nord della Siria. Il governo britannico ha dichiarato di non poter affermare categoricamente che le armi del Regno Unito non sono in uso nelle operazioni militari turche in Africa.

Andrew Smith, direttore di Campaign Against Arms Trade, che ha compilato le cifre sulle vendite di armi, ha detto a Middle East Eye che Erdogan sta utilizzando la visita a Londra per proiettare un’immagine di se stesso come uno statista globale, ma è piuttosto un “tiranno”. Smith ha poi aggiunto: “Armando e sostenendo le forze turche, il governo del Regno Unito si rende complice degli abusi che vengono compiuti, e l’ultima cosa che Theresa May e la Regina dovrebbero fare è contribuire a dargli legittimità e approvazione con l’organizzazione di una visita di così alto profilo”.

I diplomatici britannici affermano di affrontare regolarmente questioni relative ai diritti umani con la Turchia, nonché sui temi relativi ai rifugiati, dato il suo confine strategico con la Siria, l’Iraq e l’Iran. Inoltre, Londra considera Ankara un partner chiave nella lotta al terrorismo. Kate Allen, direttore di Amnesty International UK, ha chiesto un approccio più energico alle politiche turche. “Questa visita è un’opportunità per Theresa May di mostrare al presidente che i diritti umani e una fiorente società civile in Turchia sono una priorità del Regno Unito”, ha affermato a Middle East Eye.

Secondo l’ultimo rapporto di Amnesty, la rappresaglia del governo dopo il fallito tentativo di golpe in Turchia ha provocato arresti di massa e la “quasi distruzione” del sistema giudiziario turco. Amnesty ha anche osservato che lo stato di emergenza dopo il tentato golpe è stato rinnovato in sette occasioni e che oltre 100.000 lavoratori del settore pubblico sono stati arbitrariamente licenziati. Il rapporto ha rilevato che giornalisti, accademici, attivisti per i diritti umani e altri sono stati arrestati, perseguiti e condannati a pene detentive.

Nel frattempo, la Commissione europea aveva raccomandato il 17 aprile che l’adesione della Turchia all’Unione Europea restasse sospesa a causa delle preoccupazioni relative alle violazioni dei diritti umani.

L’intensa collaborazione del Regno Unito con Erdogan di questo mese è in netto contrasto con il tono della campagna Brexit, quando attivisti anti-UE hanno accusato Bruxelles di pacificazione nei confronti della Turchia e hanno avvertito che lo sviluppo democratico era stato rovesciato sotto Erdogan.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

di Redazione

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