Migranti: riprese le evacuazioni dalla Libia al Niger

Pubblicato il 15 maggio 2018 alle 10:02 in Immigrazione Niger

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il governo del Niger ha riattivato le operazioni di evacuazione dalla Libia, sospese lo scorso marzo. Il 10 maggio, un charter con a bordo 132 migranti è partito da Tripoli ed è atterrato a Niamey. Si è trattato del nono volo dall’inizio delle operazioni, avviate lo scorso novembre in seguito alla pubblicazione di un video diffuso dalla CNN, in cui venivano mostrati migranti venduti all’asta come schiavi, in un capannone nelle periferie di Tripoli.

Il programma di evacuazione era stato sospeso nel mese di marzo dal governo nigerino per via dei ritmi troppo lenti dei ricollocamenti effettuati in altri Paesi, i quali stavano mettendo in difficoltà le autorità del Niger nella gestione degli arrivi. Successivamente, nel mese di maggio, Niamey ha acconsentito alla riattivazione dell’accoglienza dei migranti dei centri di detenzione libici, preoccupata delle condizioni sempre più precarie a cui sono costretti gli stranieri in Libia.

Il Paese nordafricano, ormai da anni, costituisce il principale porto di partenza dei migranti che, vittima dei trafficanti, tentano di raggiungere l’Europa sui barconi lungo la tratta del Mediterraneo centrale. A causa dell’assenza di un’unica autorità politica in grado di controllare efficacemente tutto il territorio nazionale, i trafficanti di esseri umani stanno portando avanti le loro attività, così che i migranti sono vittima di abusi continui, venendo catturati per poi essere costretti ai lavori forzati e rinchiusi in centri di detenzione. Questi trattamenti non sono destinati soltanto agli uomini, ma vengono applicati indistintamente anche a donne e bambini.

La prima operazione di evacuazione dalla Libia al Niger si è verificata l’11 novembre 2017, quando un gruppo di migranti formato da 15 donne, 6 uomini e 4 bambini di origini eritree, etiopi e sudanesi sono giunti a Niamey. In seguito, tra le fine di novembre e l’inizio di dicembre 2017, la comunità internazionale ha accelerato le evacuazioni di emergenza grazie all’attività dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) e della UN Refugee Agency (UNHCR). Il 14 marzo, l’IOM ha reso noto di aver aiutato complessivamente 10.171 migranti a rientrare volontariamente nei Paesi di origine dalla Libia con il supporto dell’Unione Europea, dell’Unione Africana e del governo di Tripoli. Nello stesso periodo, ulteriori 5.200 rifugiati sono stati rimpatriati grazie al supporto dei Paesi membri dell’Unione Africana. Nonostante i dati positivi dell’IOM, l’Onu sostiene che il piano di emergenza attuato per far evacuare i rifugiati dalle prigioni libiche sia in fase di stallo perché i Paesi europei stanno impiegando troppo tempo per i processi di ricollocamento. 

Al momento, secondo le stime della UN Refugee Agency, circa 5.700 individui si trovano ancora nei centri di detenzione libici, di cui 2.637 dovranno essere assistiti dall’agenzia dell’Onu. L’inviato speciale della UN Refugee Agency per la situazione nel Mediterraneo centrale, Vincent Cochetel, ha riferito che le condizioni dei rifugiati nei centri di detenzione libici sono estremamente gravi, motivo per cui il programma di evacuazione è vitale per la loro salvezza. Sono circa 605.226 le persone che necessitano assistenza in Libia, di cui 184.612 sfollati interni.

Una volta che i migranti vengono evacuati in Niger, sono accolti in centri temporanei, chiamati “cases de passage”, dove ricevono assistenza medica, cibo e beni di prima necessità, in attesa che le autorità e la UN Refugee Agency trovi la migliore soluzione per loro, come il rimpatrio e il ricollocamento.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.