Le forze curde avanzano contro ISIS in Siria orientale

Pubblicato il 15 maggio 2018 alle 13:30 in Medio Oriente Siria

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Le Syrian Democratic Forces (SDF) hanno avanzato contro i militanti dello Stato Islamico nel territorio orientale della Siria, secondo quanto riportato dall’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani.

Un portavoce delle SDF ha dichiarato lunedì 14 maggio che i combattenti stanno mettendo in sicurezza il villaggio di Baghuz, conquistato dopo gli scontri avvenuti la notte precedente. Tale villaggio, situato sulla costa orientale del fiume Eufrate, a qualche centinaio di metri dal confine siriano con l’Iraq, rappresenta la prima conquista dall’inizio dell’operazione, lanciata il primo maggio. “Lo stiamo ripulendo da qualsiasi cosa lo Stato Islamico si sia potuto lasciare dietro, incluse mine, e stiamo cercando eventuali membri dell’ISIS nascosti in tunnel o altri luoghi” ha riferito il portavoce delle forze siriane.

Le SDF stanno installando posizioni difensive nel villaggio in modo da circondare completamente l’ISIS lungo il fiume Eufrate, secondo quanto riportato dal The New Arab. L’operazione è effettuata in collaborazione con le forze governative irachene e la coalizione internazionale a guida americana, la quale ha dichiarato sui social media che avrebbe liberato dal controllo dell’ISIS circa 40 miglia quadrate di territorio in Siria orientale.

Sempre lunedì 14 maggio, 18 combattenti dello Stato Islamico sono stati uccisi dai bombardamenti della coalizione internazionale ad Al-Bahra, un villaggio a nord di Baghuz. Dopo alcuni mesi in cui le incursioni aeree sono state relativamente scarse in Sira, gli Stati Uniti hanno intensificato i bombardamenti in coincidenza con le operazioni a terra delle SDF. Lo Stato Islamico controlla ancora tre villaggi nei territori della Siria orientale: Hajjin, Sousa and Al-Shaafa.

Le SDF sono un’alleanza multi-etnica e multi-religiosa, composta da curdi, arabi, turkmeni, armeni e ceceni. Sono sostenute dalla coalizione internazionale a guida americana, e, dal primo maggio, stanno combattendo le forze dell’ISIS in una porzione di deserto lungo il fiume Eufrate, nella Siria orientale. In quella stessa data, infatti, avevano annunciato l’inizio dell’ultima fase della campagna contro l’ISIS. Nell’occasione, i combattenti avevano dichiarato: “Le nostre forze libereranno queste aree a metteranno al sicuro il confine con l’Iraq, una volta per tutte”.

Fin dalla sua creazione, il 10 ottobre 2015, l’alleanza, sostenuta dalla coalizione internazionale a guida americana, ha svolto un ruolo di primo piano nella lotta contro l’ISIS in Siria, contribuendo alla progressiva liberazione ei territori occupati dai jihadisti. Dopo la liberazione delle principali roccaforti dell’organizzazione terroristica in Siria, in particolare Raqqa, il 17 ottobre 2017, Deir Ezzor, il 3 novembre 2017, e Albu Kamal, il 19 novembre 2017, le forze curde sono state impegnate nella lotta contro gli ultimi soldati dell’ISIS che si erano rifugiati nelle aree desertiche della Siria orientale.

Recentemente, la lotta contro i militanti dello Stato Islamico aveva subito un rallentamento, dal momento che numerosi soldati delle SDF avevano abbandonato il territorio orientale della Siria per unirsi alle People’s Protection Units (YPG), il loro braccio armato, nella difesa del distretto di Afrin, situato nel nord-ovest del Paese, al confine con la Turchia. Il 20 gennaio, Ankara aveva lanciato una campagna militare, nota con il nome di operazione Ramo d’Olivo, in tale distretto, con l’obiettivo di liberare l’area dal terrorismo e creare una zona cuscinetto dell’estensione di 30 km al confine tra Siria e Turchia.

Occorre ricordare che la Turchia considera le People’s Protection Units (YPG) un’entità terroristica al pari del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), un partito politico e para-militare ritenuto illegale da Ankara. In questo contesto, il 6 marzo, il comandante SDF, Abu Omar Al-Idlibi, aveva riferito che 1.700 soldati, curdi e arabi, schierati nel deserto siriano nel governatorato di Deir Ezzor, avrebbero abbandonato la lotta contro i restanti militanti dello Stato Islamico per alimentare le fila delle forze impiegate negli scontri con la Turchia. Nonostante l’intervento dei combattenti delle SDF, il 18 marzo, le forze turche, sostenute dai soldati dell’Esercito siriano libero (Esl), hanno conquistato la città di Afrin, dopo circa due mesi di combattimenti.

Prima dell’offensiva turca, il distretto di Afrin si trovava sotto il controllo delle People’s Protection Units e costituiva una delle tre aree che i curdi siriani consideravano parte della regione federale indipendente del Kurdistan siriano, insieme ai territori dell’Eufrate e di Jazira. Il 17 marzo 2016, i curdi avevano proclamato unilateralmente un sistema federale curdo nel nord della Siria, dopo la nascita del congresso costitutivo. Tale entità di governo non era mai stata riconosciuta dal governo del presidente siriano Bashar Al-Assad, il quale lo aveva accusato di non avere alcuna “base legale”.

Da parte loro, anche le forze della coalizione internazionale, a guida americana, in particolare Stati Uniti e Francia, hanno rinnovato il loro impegno nella lotta contro gli ultimi militanti dell’ISIS presenti in Siria. In questo contesto, il 26 aprile, il segretario della Difesa americano, Jim Mattis, aveva riferito che, nel corso delle due settimane precedenti, erano arrivate nel Paese mediorientale le forze operative speciali francesi, al fine di sostenere la lotta della coalizione internazionale contro lo Stato Islamico. Già il 30 marzo, in occasione di un incontro con una delegazione siriana, che comprendeva anche membri delle People’s Protection Units, il presidente francese, Emmanuel Macron, aveva annunciato che la Francia avrebbe sostenuto le SDF nella stabilizzazione del nord della Siria e nella lotta contro lo Stato Islamico. Nella stessa occasione, il 26 aprile, Mattis aveva altresì dichiarato, in merito a un probabile ritiro delle truppe americane dal territorio siriano, affermando che non era previsto un ritiro, ma un rinnovato sforzo basato su operazioni nel lato iracheno del confine. Riferisce inoltre che forze speciali francesi si erano unite nelle settimane precedenti alle truppe già stanziate dalla coalizione internazionale in Siria.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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