La principale competitor di Erdogan lancia il proprio programma elettorale

Pubblicato il 15 maggio 2018 alle 8:30 in Medio Oriente Turchia

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La candidata alle elezioni presidenziali turche, Meral Aksener, ha annunciato il programma dell’Ivy Party, il partito del bene, per le prossime elezioni e ha promesso di riempire quello che ha definito un “vuoto amministrativo” nel Paese.

La Aksener, 61 anni, ha dato il via alla campagna elettorale per le elezioni presidenziali e parlamentari turche che si terranno il 24 giugno 2018. Ministro degli interni dal novembre del 1996 al giugno del 1997 e in carica come deputata fino al 2015, è definita una personalità di spicco nella destra turca. Ha lanciato il nuovo partito il 25 ottobre 2017, con lo slogan “Turkey will be good”.

La candidata ha presentato il proprio programma elettorale nella capitale, Ankara, dove ha affermato che le istituzioni statali in Turchia hanno al momento la funzione di “rendere felice una sola persona”, in riferimento al presidente Recep Tayyip Erdogan.

Il partito ha adottato posizioni di centro destra ed è stato appoggiato da numerosi membri del parlamento e da altre note figure pubbliche. L’Ivy Party si presenterà alle elezioni parlamentari in un’alleanza con il principale partito di centro sinistra, il Partito del Popolo Repubblicano, e due partiti minori di destra. Per quanto riguarda le elezioni presidenziali, invece, la Aksener si presenterà come sola candidata del proprio partito. L’ex ministro degli Interni è considerata il competitor più temibile per Erdogan, a capo del Paese come primo ministro e poi presidente da 16 anni.

“Le istituzioni statali sono rimaste indietro sulle questioni che dovrebbero affrontare” ha dichiarato la Aksener, sottolineando l’aumento della disoccupazione e dell’inflazione in Turchia e riportando l’esempio del crollo del valore della lira turca. La competitor di Erdogan ha promesso di portare l’inflazione sotto il 5%. L’inflazione sui prezzi al consumo in Turchia ad aprile 2018, sui dodici mesi, ha raggiunto l’11% e la lira ha perso più del 10% contro il dollaro nello stesso mese. Il tasso di disoccupazione era al 10,8% a gennaio 2018.

Nel suo discorso, la Aksener, ha dichiarato che la politica estera turca è basata sulle crisi e ha promesso una gestione degli affari esteri “trasparente” in caso venisse eletta. Inoltre, ha ripetutamente accusato il governo nei mesi scorsi di non aver discusso le questioni di politica estera in parlamento, ma ha comunque appoggiato l’operazione militare nella Siria nordoccidentale contro i combattenti curdi, che ha definito necessaria “per la sicurezza della Turchia”.

Il presidente che sarà eletto il 24 giugno in Turchia assumerà una serie di nuovi poteri presidenziali, come conseguenza delle modifiche costituzionali avvenute a seguito del referendum del 15 aprile 2017. La riforma prevede che il nuovo presidente possa nominare i vice presidenti, i ministri, gli alti funzionari e le alte autorità giudiziarie. Il nuovo presidente avrà anche il potere di sciogliere il parlamento, emanare decreti esecutivi e dichiarare lo stato di emergenza. La Aksener si era mobilitata contro le riforme costituzionali e ha promesso che, in caso di elezione, riporterebbe la Turchia ad un sistema parlamentare.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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