Indonesia: attacchi a Surabaya, ISIS rivendica

Pubblicato il 15 maggio 2018 alle 8:36 in Asia Indonesia

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Il quartier generale della polizia di Surabaya, la seconda città più grande dell’Indonesia, è stato colpito da un attacco terroristico rivendicato dall’ISIS.

Verso le 8:50 del mattino di lunedì 14 maggio, 5 attentatori a bordo di motociclette si sono schiantati contro il check-point dell’area. L’unico sopravvissuto tra gli attentatori sarebbe una bambina di 8 anni, che è stata immediatamente trasferita all’ospedale, secondo quanto riferisce il quotidiano Channel News Asia. La polizia ha reso noto che almeno 4 ufficiali di polizia e 6 civili sono stati soccorsi. “Chiaramente si tratta di un attentato suicida”, ha riferito il portavoce della polizia, Frans Barung Mangera ai giornalisti, aggiungendo che, al momento, le forze di sicurezza non possono fornire ulteriori dettagli fino a quando la scena del crimine non sarà messa in sicurezza. Tale attacco avviene a un giorno di distanza da un altro episodio terroristico, in cui una famiglia di 6 persone, sospettata di appartenere al gruppo Jemaah Ansharut Daulah (JAD), ha lanciato 3 attacchi che, a breve distanza l’uno dall’altro, hanno causato la morte di almeno 13 individui e il ferimento di altri 40, presso 3 chiese di Surabaya.

Entrambi gli incidenti sono stati reclamati dallo Stato Islamico, il quale ha diffuso un comunicato attraverso la propria agenzia di stampa Amaq, in cui ha riferito che “un’operazione di martirio perpetrata con motobombe ha colpito un quartier generale della polizia indonesiana nella città di Surabaya, nell’est della provincia di Java”.

Il presidente indonesiano, Joko Widodo ha condannato gli attentati, definendoli atti “codardi, senza dignità e inumani”. “Non ci sarà alcun compromesso nell’attuazione di misure antiterrorismo”, ha affermato il leader. Al momento, nessun gruppo terroristico ha rivendicato l’attacco.

Sempre lunedì 14 maggio, prima dell’incidente che ha colpito il quartier generale della polizia, una coppia ed un bambino sono morti nel loro appartamento a causa dell’esplosione di un ordigno rudimentale, a Sidoarjo, a circa 30 km da Surabaya. Uno dei portavoce dell’intelligence indonesiana ha spiegato che l’allerta rimane molto alta nel Paese, in quanto la polizia ha rinvenuto diverse bombe posizionati in numerosi luoghi. Le forze di sicurezza sono convinte che gli ultimi attacchi siano legati ad un episodio avvenuto pochi giorni fa, in cui 6 ufficiali sono stati uccisi nel corso di una rivolta in prigione, guidata da alcuni prigionieri ritenuti seguaci dell’ISIS. La polizia teme che l’ordine di attaccare Surabaya sia stato dato proprio dalla leadership dello Stato Islamico.

L’Indonesia è il principale Paese a maggioranza islamica al mondo, con una popolazione di 261,1 milioni di persone, il cui 87% è di fede musulmana. Con la progressiva sconfitta militare dell’ISIS nel corso dei mesi passati, secondo molti osservatori, l’Indonesia e, in generale, il sud-est asiatico, potrebbero diventare un nuovo territorio fertile per i terroristi islamisti.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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