Etiopia pronta a ratificare l’accordo di libero scambio in Africa

Pubblicato il 15 maggio 2018 alle 14:30 in Africa Etiopia

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Il primo ministro etiope, Abiy Ahmed, ha dichiarato che il governo di Addis Abeba è pronto a ratificare l’African Continental Free Trade Agreement (AfCFTA), l’accordo che mira a istituire il libero scambio commerciale fra 44 dei 55 Stati membri dell’Unione Africana (AU).

La decisione dell’Etiopia segue quella del Kenya e del Ghana, che erano stati i primi Paesi a presentare all’AU i documenti di ratifica dell’accordo, il 10 maggio 2018.  

Abiy ha altresì incoraggiato altri Paesi a fare lo stesso, descrivendo l’AfCFTA come la “chiave per lo sviluppo del continente africano”, in quanto prevede la creazione di nuovi posti di lavoro per i cittadini africani garantendo altresì “la diversificazione e il benessere collettivo”, in particolare delle donne e dei giovani.  

Abiy ha rilasciato la dichiarazione durante un evento organizzato dalla Commissione economica per l’Africa delle Nazioni Unite (ECA). Presso il quartier generale della Commissione, ad Addis Abeba, è in corso la 51a sessione della Conferenza dei ministri delle Finanze, della Pianificazione e dello Sviluppo Economico africani, cominciata venerdì 11 maggio. Sono presenti all’evento anche il segretario esecutivo dell’ECA, Vera Songwe, il vicepresidente della Commissione dell’Unione Africana, Kwesi Quartey, e il capo del Programma delle Nazioni Unite per gli insediamenti umani, Maimunah Mohammed Sharif.

L’AfCFTA è stato siglato a Kigali, in Ruanda, il 21 marzo 2018. Tale firma, tuttavia, non stabilisce ancora l’African Continental Free Trade Area, la quale esisterà formalmente soltanto in seguito alla ratifica dell’accordo di libero scambio da parte di almeno 22 parlamenti nazionali degli Stati membri dell’AU. A quel punto, l’Africa diventerà l’area di libero scambio commerciale più grande del mondo, dopo l’Organizzazione mondiale del commercio (WTO). L’AfCFTA ha come obiettivo la creazione di un mercato unico, e prevede di rimuovere le tariffe sul 90% delle merci scambiate, consentendo il libero accesso a beni e servizi in tutto il continente africano e potenziando soprattutto le piccole e medie imprese, che costituiscono circa l’80% delle aziende della regione. Secondo le stime dell’ECA, l’accordo aumenterà il commercio fra gli Stati africani del 52% entro il 2022.

Nonostante i vantaggi in termini di liberalizzazione del commercio nell’area, alcuni Stati africani, tra cui la Nigeria e il Sudafrica, si sono rifiutati di firmare l’accordo, temendo che possa danneggiare economicamente i produttori e gli imprenditori locali.

È previsto che i negoziati proseguano nel 2018, e che vengano definiti alcuni criteri in materia di politica della concorrenza, investimenti e proprietà intellettuale.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Federica Patanè

di Redazione

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