Accordo sul nucleare: positive le trattative tra Iran e Paesi europei

Pubblicato il 15 maggio 2018 alle 17:30 in Europa Iran

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Le trattative tra l’Iran e i Paesi Europei per salvare l’accordo sul nucleare procedono positivamente nonostante il ritiro degli Stati Uniti annunciato l’8 maggio. E’ quanto ha affermato il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif , in seguito ad un incontro con l’Alto Rappresentante dell’Unione Europea, Federica Mogherini, avvenuto martedì 15 maggio a Bruxelles.

La Mogherini ha dichiarato che il mantenimento dell’accordo con l’Iran è una responsabilità delle potenze europee che erano riuscite ad ottenerlo. “Lo salveremo insieme” ha affermato. A seguito dell’incontro, il ministro iraniano si è dimostrato ottimista e ha dichiarato che il colloquio è stato “positivo e costruttivo”, sottolineando tuttavia che “qualsiasi decisione dovrà preservare e garantire i diritti dell’Iran”.

L’incontro a Bruxelles fa parte di un tour iniziato dal ministro degli Esteri iraniano sabato 12 maggio e che, nel tentativo di salvare l’accordo, toccherà tutti gli Stati firmatari, i cosiddetti P5+1, i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, quali Cina, Francia, Russia, Regno Unito, Stati Uniti, più la Germania, e l’Unione Europea.

Riferendosi a Francia, Gran Bretagna e Germania, il ministro Zarif ha dichiarato che i colloqui continueranno nelle prossime due settimane.

Intanto, domenica 13 maggio, Zarif si è recato in Cina, dove ha espresso il suo desiderio di lavorare per la creazione di un accordo tra i Paesi. Il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha spiegato che la Cina desidera mantenere le comunicazioni e la coordinazione con tutte le parti del patto, incluso l’Iran, adottando un comportamento obiettivo, giusto e responsabile per continuare a salvaguardare l’accordo sul nucleare. Lunedì 14 maggio, invece, Zarif è stato in visita a Mosca, dove ha incontrato il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, per discutere la posizione di Mosca rispetto al ritiro americano dall’accordo sul nucleare. Ad avviso del quotidiano  , Mosca dovrebbe giocare un ruolo chiave nel mantenimento del patto con l’Iran. Il 10 maggio, Lavrov, aveva già affermato che, con l’annuncio del ritiro, gli Stati Uniti hanno violato una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

Oltre al ritiro dal patto, gli Stati Uniti hanno annunciato che imporranno sanzioni contro le società europee che conducono affari con l’Iran. L’impatto di tali misure dipenderà da quanto stringenti saranno. Il segretario del Tesoro americano ha dichiarato che gli Stati Uniti saranno comprensivi con gli alleati che hanno avviato investimenti in Iran, dando loro tra i 90 e i 180 giorni di tempo per interrompere i contratti esistenti con la Repubblica Islamica.

Tuttavia, l’Unione Europea e i Paesi firmatari dell’accordo avrebbero alcune possibilità per proteggere gli investimenti europei in Iran, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa  . Un’opzione potrebbero essere l’introduzione di sanzioni di ritorsione attraverso l’utilizzo del cosiddetto “statuto di blocco”, una misura europea mai sperimentata e difficile da implementare che, da una parte, proibirebbe alle società europee di rispettare le sanzioni americane e, dall’altra, non permetterebbe il riconoscimento di nessuna sentenza giudiziaria che faccia valere le sanzioni americane.

Un’altra opzione è quella di prevedere l’investimento diretto da parte della Banca d’Investimento Europea, che potrebbe coordinare le linee di credito dei vari governi europei. Tuttavia, la portata del sistema finanziario americano, il predominio del dollaro e la presenza di importanti investimenti europei negli Stati Uniti rendono le potenziali misure europee molto deboli. A seguito dei colloqui del 15 maggio a Bruxelles, i 28 leader europei dovranno discutere le prossime mosse nel summit che si terrà mercoledì 16 maggio a Sofia, anche se non sono attese decisioni rilevanti riguardo all’accordo sul nucleare iraniano.

Fin dalla propria campagna elettorale, il presidente americano, Donald Trump, aveva definito il patto con l’Iran, il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), “un disastro”, affermando di volerne uscire al più presto. Di conseguenza, il 13 settembre 2017, il leader della Casa Bianca aveva annunciato la de-certificazione del JCPOA, incaricando il Congresso di modificare la legislazione relativa, al fine di contrastare più efficacemente il programma missilistico iraniano, in quanto il patto non impedisce all’Iran di testare missili. L’Unione Europea si era subito schierata a favore dell’accordo nucleare, andando contro alla decisione del presidente americano che, il 12 gennaio 2018 ha deciso di certificare l’accordo nuovamente, ma “per l’ultima volta”. Infine, l’8 maggio, Trump ha annunciato la fuoriuscita definitiva dagli USA dall’accordo.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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