Stati Uniti: fine delle sanzioni se la Corea del Nord smantella l’arsenale nucleare

Pubblicato il 14 maggio 2018 alle 19:00 in Corea del Nord USA e Canada

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Il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha affermato, domenica 13 maggio, che gli Stati Uniti potrebbero abolire le sanzioni nei confronti della Corea del Nord se il governo di Pyongyang si impegnerà a smantellare completamente l’arsenale nucleare.

Il segretario di Stato Pompeo, inoltre, ha precisato che il governo di Washington non è attualmente disponibile ad investire i soldi provenienti dai contribuenti americani per aiutare la Corea del Nord, tuttavia, è disposto ad abolire le sanzioni per aprire la strada agli investimenti privati americani nel Paese nei settori dell’energia, delle infrastrutture e dell’agricoltura.

“Il governo di Pyongyang potrebbe ottenere capitale privato proveniente dagli Stati Uniti. Possiamo creare le condizioni per una reale prosperità economica nella Corea del Nord in grado di rivaleggiare in futuro con la Corea del Sud” ha dichiarato il segretario di Stato Pompeo durante la trasmissione “Face the Nation”.

Il segretario di Stato Pompeo si è recato in visita due volte presso Pyongyang per incontrare direttamente il leader nordcoreano Kim Jong Un. La prima visita è stata effettuata nel mese di aprile da Mike Pompeo prima di ottenere l’incarico di segretario di Stato in qualità di Direttore della CIA. La seconda, invece, risale al 9 maggio e ha portato al rilascio di tre prigionieri cittadini americani detenuti in Corea del Nord.

Il 12 giugno si incontreranno a Singapore i leader di Stati Uniti e Corea del Nord per discutere della denuclearizzazione e pacificazione della penisola coreana. Sul tavolo delle trattative si troveranno anche le sanzioni economiche imposte dagli Stati Uniti nei confronti di Pyongyang.

Le prime sanzioni economiche e commerciali erano state imposte sulla Corea del Nord dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite il 14 ottobre 2006, con la Risoluzione 1718, in seguito al primo test nucleare di Pyonyang. In quell’occasione, il leader del Paese e padre di Kim Jong-un, Kim Jong-Il, aveva deciso di ritirarsi dal Trattato di Non Proliferazione del 2003 e aveva avviato una politica tesa allo sviluppo del nucleare.

Negli ultimi 11 anni, tali restrizioni sono state estese, limitando in modo considerevole il commercio internazionale e l’importazione di greggio, vietando altresì l’esportazione i alcuni beni critici, quali carbone, ferro, tessili e alcuni cibi.

Prima di incontrare il leader nordcoreano Kim, il presidente Trump ha in programma un meeting ufficiale con il presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, il 22 maggio, con l’obiettivo di discutere una linea comune sulle negoziazioni con Pyongyang. Accanto a questo tema, è altamente probabile che i due capi di Stato discuteranno del futuro delle truppe americane stanziate in Corea del Sud.

Attualmente il governo di Washington ha circa 28.500 soldati stanziati in Corea del Sud. Il governo di Pyongyang ha spesso chiesto la rimozione di queste truppe come precondizione per il suo smantellamento dell’arsenale nucleare. Tuttavia, all’interno della Joint Panmunjom Declaration, siglata dal presidente sudcoreano Moon Jae-In e dal leader nordcoreano Kim Jong Un alla fine dello storico incontro svoltosi venerdì 27 aprile, non vi è alcun riferimento relativo al ritiro delle truppe americane.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Alice Barberis

di Redazione

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