Nicaragua: l’esercito si rifiuta di reprimere le proteste

Pubblicato il 14 maggio 2018 alle 6:04 in America Latina America centrale e Caraibi

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Il Nicaragua ha vissuto un week-end di proteste e scontri violenti tra chi chiede le dimissioni del presidente Ortega e i sostenitori del leader sandinista al potere dal 2006. Non risultano morti negli scontri di sabato e domenica nella capitale Managua e in altre città del paese, ma sono decine i feriti assistiti negli ospedali di tutto il Nicaragua.

L’appello al dialogo di Daniel Ortega è caduto nel vuoto,”parla di dialogare, ma dà l’ordine di uccidere, dialoga uccidendo” accusa Gonzalo Carrión, capo dell’ufficio legale del Centro Nicaraguense per i Diritti Umani. L’opposizione accusa il governo sandinista di reclutare giovani disoccupati nelle periferie più povere di Managua per inquadrarli in bande paramilitari che attaccano con violenza gli avversari del presidente. Anche in questo fine settimana protagonisti delle proteste sono stati i giovani e gli studenti universitari, appoggiati nelle zone rurali dalla Chiesa Cattolica.

L’Università Autonoma del Nicaragua e l’Università Politecnica sono occupate dagli studenti dopo il fallito tentativo di attacco ai due atenei da parte della polizia e dei sostenitori del presidente sandinista lo scorso giovedì 10 maggio.

Un duro colpo al presidente Ortega e al suo governo è stato assestato, in maniera inattesa, dall’esercito. Il portavoce delle forze armate, generale Manuel Guevara, ha dichiarato che l’esercito non reprimerà manifestazioni pacifiche. “La Costituzione ci ordina di difendere gli obiettivi sensibili per gli interessi del paese, non abbiamo ragione di partecipare alla repressione” – ha affermato l’alto ufficiale, che ha condannato la violenta repressione delle manifestazioni da parte della polizia. Le forze armate hanno chiesto “una via negoziale per uscire dalla crisi”. 

Daniel Ortega è stato eletto presidente nel 2006 dopo essere stato al potere già tra il 1979 e il 1990.

 

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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