Libia: scontri tra tribù rivali a Sabha, ONU chiede cessate il fuoco immediato

Pubblicato il 14 maggio 2018 alle 16:05 in Africa Libia

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Otto persone sono morte a seguito degli scontri che si sono verificati nella città di Sabha, situata nella Libia centro-meridionale a 600 km a sud di Tripoli, sabato 12 e domenica 13 maggio. Secondo una fonte ospedaliera, il bilancio delle vittime è salito a 31 morti dall’inizio di maggio. Da diversi mesi, la città è teatro di scontri fra le tribù rivali Awlad Sulaiman e Tubu, che si battono per il controllo del traffico di contrabbando e dei giacimenti petroliferi nella zona.

Il governo di Tripoli e la missione delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL) hanno chiesto il cessate il fuoco immediato. Il premier libico, Fayez al-Sarraj, ha altresì sottolineato che il suo governo non è schierato con nessuna delle due tribù, e che entrambe le parti coinvolte nel conflitto devono impegnarsi a raggiungere un accordo. Nel frattempo, le forze della Libyan National Army (LNA), fedeli al generale Khalifa Haftar, uomo forte del governo di Tobruk, hanno annunciato il ritiro di alcune delle proprie truppe dalla città.

Nella giornata di sabato 12 maggio, Haftar aveva tenuto una riunione di emergenza nel suo quartier generale a Rajma, fuori dalla città orientale di Bengasi, per discutere della situazione a Sabha. È previsto anche che Sarraj incontri le delegazioni delle tribù meridionali.  

Ad oggi, Sabha è controllata dalle forze dell’LNA. I contrasti, che si sono verificati in maniera sporadica a partire dal 4 febbraio scorso, si sono intensificati il 28 febbraio e hanno causato numerose vittime, tra le quali anche donne e bambini. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Reuters, gli scontri sarebbero avvenuti nell’ambito del tentativo della LNA di espandere il proprio controllo nel sud del Paese. In tale contesto, il 2 marzo, il comandante della sesta brigata di fanteria fedele al governo di Tripoli, il brigadier generale Ahmaid Al-Ataybi, aveva riferito che gli scontri nella parte meridionale del Paese vedrebbero contrapporsi le Dignity Operation Forces, guidate dal generale Haftar, e le forze del governo di Tripoli e non i membri delle due tribù rivali di Tubu e Awlad Sulaiman. Come riportato dal quotidiano The Libya Observer, alcune forze appartenenti alla tribù di Awlad Sulaiman sarebbero fedeli al generale Haftar. La tribù Tubu, al contrario, sarebbe fedele al governo di Tripoli, riconosciuto a livello internazionale e presente nella .

In seguito all’uccisione del colonnello Muammar Gheddafi, che governava il Paese dal 1969, avvenuta il 20 ottobre 2011, la Libia è precipitata nel caos. Ad oggi, due governi rivali si contendono il potere: uno, con sede a Tripoli, sostenuto da Stati Uniti e Italia, e quello di Tobruk, supportato da Russia, Egitto ed Emirati Arabi Uniti, il cui uomo forte è il generale Haftar.

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Federica Patanè

di Redazione

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