GCC: comunità internazionale eserciti pressione sull’Iran

Pubblicato il 14 maggio 2018 alle 12:30 in Arabia Saudita Medio Oriente

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Il segretario generale del Gulf Cooperation Council (GCC), Abdullatif Al-Zayani, ha esortato la comunità internazionale a fare pressione sull’Iran, affinché rispetti la Carta delle Nazioni Unite, smetta di fornire missili balistici ai ribelli Houthi in Yemen e si astenga dall’intromettersi negli affari degli Stati arabi.

Al-Zayani ha dichiarato, domenica 13 maggio, che “i Paesi del GCC vogliono un Medio Oriente libero da tutte le armi di distruzione di massa, comprese quelle nucleari” e, a tal fine, Teheran deve smettere di usare le proprie risorse per destabilizzare la regione. Il segretario generale ha altresì affermato che l’Iran deve impegnarsi a non fornire missili balisitici ai ribelli Houthi, i quali rivendicano il potere, opponendosi alle forze fedeli al presidente yemenita Rabbo Mansour Hadi, nel contesto della guerra civile in Yemen.

Anche secondo Ibrahim Al-Qayid, membro fondatore dell’organizzazione saudita National Society for Human Rights, fin dalla firma dell’Accordo sul Nucleare, avvenuta il 14 luglio 2015, l’Iran ha sostenuto gruppi terroristici in tutto il Medio Oriente. Al-Qayid ha poi affermato che l’Iran è il Paese che possiede il maggior numero di missili balistici nella regione, come dimostrerebbero gli attacchi sferrati dai ribelli yemeniti contro il territorio saudita a partire dal 4 novembre 2017.

Il segretario generale del GCC ha altresì ribadito l’impegno dei Paesi arabi per risolvere la crisi in Yemen, affermando che il Consiglio Supremo dell’organizzazione ha diretto tutte le agenzie del GCC allo scopo di lavorare sia individualmente, sia in collaborazione con le agenzie internazionali, per riabilitare e promuovere l’economia del Paese ed integrarla con quella degli Stati del Golfo Persico.  

Nel frattempo, come riferito dall’emittente televisiva saudita Al-Ekhbariya, le forze dell’Arabia Saudita hanno raggiunto l’isola yemenita di Socotra, nell’Oceano indiano. Tali forze hanno il compito di addestrare e sostenere i soldati yemeniti impegnati nella lotta contro i ribelli Houthi. Domenica 13 maggio, il presidente yemenita aveva elogiato il costante sostegno della coalizione araba al “potere legittimo” in Yemen e al popolo yemenita.

Il conflitto civile in Yemen è cominciato il 21 marzo 2015 e vede contrapporsi due fazioni opposte: da un lato, gli Houthi, un gruppo zaidita sciita di stanza nella capitale Sana’a, alleato con il presidente yemenita destituito Ali Abdullah Saleh. Dall’altro, le forze del governo del presidente Hadi, che hanno la propria base ad Aden. La coalizione araba a guida saudita, composta da Arabia Saudita, Bahrein, Egitto, Kuwait, Sudan ed Emirati Arabi Uniti, è entrata nel conflitto yemenita il 26 marzo 2015, e sostiene il presidente Mansour Hadi. Da parte sua, l’Iran sostiene gli Houthi, inviando segretamente armi al gruppo.

L’Iran è il principale rivale dell’Arabia Saudita in Medio Oriente. Entrambi i Paesi mirano a stabilire il proprio controllo in Yemen, e temono che la fazione avversa si imponga come presenza sul territorio, ampliando così l’influenza sciita o sunnita nella regione.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Federica Patanè

di Redazione

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